IL MERLO E LO SPECCHIO

confidenza, cura e amore per il nostro mondo interno

Un merlo dal becco giallo ogni mattina si ferma sul davanzale di una finestra e prende a beccate il vetro. Vede nell’altra parte del davanzale un altro corvo del becco giallo: un nemico che si permette di invadere il suo spazio. Forse non conosce la regola che ogni uccello ha il suo spazio che non va occupato dagli altri. Pensa che con un po’ di beccate capirà che deve andare via. Ma il dannato invasore velocemente e contemporaneamente risponde alle beccate. Il corvo disperato va via, senza rendersi conto dell’effetto specchio che lo ingannava.
Tutti abbiamo assistito alle scene dei bambini che per la prima volta vedono riflessa la loro immagine nello specchio. Il funzionamento della nostra mente è strutturato con due aree. Quella interna, interiore e quella rivolta al mondo esterno. Il mondo interiore è quello della consapevolezza, dove elaboriamo gli stimoli del mondo esterno. Vi è anche dentro di noi una parte più profonda di cui non abbiamo consapevolezza, quella parte che fu oggetto di studio di S. Freud e dei suoi seguaci. Tanti sono i nomi a secondo delle diverse scuole: inconscio, anima… Sono termini che servono indicare questa parte molto importante della nostra vita psichica. Essa è fuori del tempo, vi sono iscritte tutte le esperienze forti della nostra infanzia e le esperienze importanti della nostra esistenza, soprattutto le cose che abbiamo amato e abbiamo perduto. Nella memoria inconscia c’è l’amore che non sopporta che le cose amate siano perse nel tempo. Tutto ciò che portiamo nel nostro inconscio viene poi proiettato nel mondo esterno. E ciò che viene riflesso dalla nostra fantasia ci appare come reale. Anche noi ci comportiamo come il corvo confondendo l’immagine dello specchio con la realtà.
Molte sono le forme espressive dello specchio della fantasia. I sogni ne sono un ricco esempio. Durante il sogno si attiva questa possibilità di costruire delle immagini con elementi del nostro inconscio. Così pure l’arte. Picasso e Fellini non riproducono il mondo esterno, ma attingono al repertorio del mondo interiore. Un altro grande spazio di quest’area è occupato dalle diverse immagini delle religioni. La scienza ci parla del mondo esterno, le religioni ci parlano del mondo interno. Sono piani diversi che non vanno messi in conflitto. Pensiamo a quante sono le immagini di Dio. Arriviamo a dire che le immagini di Dio sono fatte a nostra immagine e somiglianza. L’occhio con cui pensiamo che Dio ci guarda è il riflesso della nostra fantasia. Come orientarci allora in queste dinamiche? Innanzitutto dobbiamo avere confidenza, cura ed amore per il nostro mondo interno. È lì che si gioca la parte più importante della nostra esistenza. È lì che c’è la nostra più grande ricchezza. La capacità di elaborare i nostri contenuti interiori con una sana autocriticità ci permetterà di raggiungere quell’armonia che ci fa sentire unificati e realizzati. La consapevolezza che ci viene a distanza di tempo da situazioni, esperienze, emozioni e fatti, arricchirà l’esperienza che facciamo della vita e rinforzerà il nostro modo di sentire la nostra identità. 

Don Mario De Maio

(da “Oreundici” di aprile 2011)