«Quando ho letto il libro la prima
volta, l'ho scorso di un fiato, come quando senti di riconoscere
l'eco di parole familiari e di musiche amiche, che pure dentro
ti suonano nuove, perché ancora non sai modularle da
solo.
Ora l'ho riletto snellito; alcune pagine sono state sfoltite
da... riflessioni legate alle condizioni politiche della fase
storica dell'America Latina. Allora era un momento triste
ma pieno di speranze. Adesso mi sembra che le speranze siano
molto affievolite e la tristezza è quella delle occasioni
perdute. Anche la generazione attuale è diversa e il
mondo è molto cambiato. Ma l'incapacità dei
rapporti, l'abitudine alle relazioni di superficie, la ricerca
del proprio interesse e la strumentalizzazione degli altri
restano i grandi mali delle nostre società.
L'oggettivazione della donna, la sterilità dei rapporti
e la massificazione delle comunicazioni nel mondo non sono
diminuite, anzi per molti aspetti sono amplificate.
Per le nuove generazioni il libro ha acquistato, perciò,
inediti significati, come quando un sogno, ripensato in circostanze
diverse, svela nuovi, reconditi messaggi.
E' quindi un richiamo ad esperienze originali che possono
alimentare ancora la speranza» (dalla premessa di Carlo
Molari).
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