di Mario De Maio

Potere è un termine a cui spesso siamo portati a dare una connotazione negativa. Ci vengono in mente le situazioni di abuso di potere, come possibilità di appropriarsi di favori e di beni più o meno legittimamente. Il potere ci ricorda inoltre tante situazioni della politica in cui il bene comune è prevaricato, per dare spazio agli interessi personali o di partito. Ma su questo quaderno vogliamo soprattutto riflettere sulla positività del potere. Il potere della parola in certi momenti diventa speranza e consolazione e nello smarrimento può orientare e rassicurare. Il potere diventa forza di bene quando più persone si associano insieme per raggiungere determinati obiettivi. Il potere del silenzio come ascolto e accoglienza dell’altro. Il potere della gioia esprime una ricchezza interiore di speranza nel futuro. Il potere della tenerezza, tanto caro a papa Francesco, immette in ogni situazione, anche la più difficile, un dinamismo potente di trasformazione. Il potere dei processi che perpetuano nel tempo le intuizioni felici. Noi personalmente quale potere abbiamo? Chi pensa di poter cambiare il mondo, ci dice Freud, è in errore e rischia il delirio. L’unico vero potere che abbiamo è su noi stessi. Vorrei parlare del potere importante di interrompere e cambiare la nostra esistenza. Spesso siamo schiavi di preconcetti e vecchie abitudini che ci soffocano in una quotidianità senza speranza. Il potere di una nuova vita è nelle nostre mani. Cambiare lo sguardo su tante situazioni della nostra esistenza può innescare lentamente, nella nostra vita, nuovi processi che, se ben orientati, possono dare inizio a una nuova esistenza. La grande domanda a cui siamo tutti tenuti a rispondere è: cosa mi chiede la vita, la forza creatrice che porto dentro di me in questo momento? Ho consapevolezza di poter impiegare questa energia affinché
la mia vita e quella delle persone che ho accanto possa esprimersi pienamente? È una sfida a cui vale la pena di pensare.