di Mario De Maio

Albert Camus affermava che «l’uomo è l’unico essere che rifiuta di essere ciò che è». L’uomo di tutti i tempi preferisce vivere sulla spinta degli impulsi e in balìa delle situazioni, senza domandarsi il perché di ciò che accade. oggi, soggiogati dagli slogan dei politici e dalle semplificazioni dei loro progetti, difficilmente ci fermiamo a riflettere sulle qualità umane. La sofferenza, l’incertezza, le difficoltà del quotidiano possono farci desiderare la scorciatoia di affidarci a una persona, un capo che risolva magicamente tutti i nostri problemi. Tuttavia, nonostante la ricerca di queste pseudo-sicurezze, nel fondo sentiamo il bisogno di una nuova umanità. Una nuova umanità che ritorni ai grandi valori umani: l’accoglienza, l’ascolto, l’amicizia, il lavoro manuale, il dono, la gratuità, la gioia. Chiaramente il cambiamento deve iniziare dentro di noi. Superare le paure inconsce e alimentare la fiducia è il primo passo. La fiducia di fondo, che nasce dal sentirsi circondati dalla positività del bene, va ogni giorno rinnovata. La prima qualità umana è credere che solo con gli altri, con lo stare insieme, con il condividere ciò che ci preoccupa, con il tentare creativamente la soluzione ai problemi personali e sociali, si può sviluppare la nostra umanità. Tutto questo prende forza dalla pienezza di umanità che il Figlio di Dio è venuto a manifestarci. Dio vuole tutti gli uomini felici. Questa felicità va realizzata ogni giorno, accogliendo tutti i germogli di vita che nascono nel nostro cuore e che incontriamo sulla nostra strada. È difficile, ma è questa la fede: l’abbandono fiducioso al Bene. «Sono venuto a portarvi la Vita, la Vita piena»: queste parole di Gesù debbono ogni giorno aprire il nostro cuore all’inedito, al difficile, a ciò che è complesso con la grande sicurezza che proprio lì si manifesta la vita.