I dizionari etimologici ci dicono che “autorità” deriva dal latino auc- toritas,  che  è  l’astratto  di  auctor. Questi  termini  rinviano  al  verbo augeo, che nel latino classico significa accrescere. Il linguista Émile Benveniste  mostra  che  augeo  in  origine  non  significasse  aumentare quello che già c’è, ma l’atto di porre in essere ciò che prima non c’era. Questa definizione di autorità ci aiuta a introdurre la riflessione sul rapporto tra autorità e potere. È fondamentale avere la possibilità di far nascere, far crescere, porre in essere ciò che ancora non esiste, attraverso la politica e il potere. Ogni giorno cresce la necessità di una buona politica in grado di cambiare la polis e la gestione della “città” in cui viviamo.

Tutti aspiriamo e desideriamo autorità che gestiscano il potere in modo nuovo e diverso. Non un potere che cerchi di eliminare chi pone dei limiti, che manipoli le informazioni presentandosi come paladino dei più alti valori morali; non un potere in cui l’ipocrisia diventi sistematica e ufficiale. Non un potere fatto di gruppi di avventurieri che si presentano come interpreti degli interessi del popolo. Non un potere pronto a eliminare e a soffocare chi produce germi veramente nuovi di vita.

Grande è la necessità di una conversione del concetto di autorità che passi da dinamiche di potere verticale, autocratico, autoritario a un potere democratico, orizzontale e condiviso. Il passaggio da una forma di potere concentrato a una nuova forma che sia partecipata è assai delicato e difficile da promuovere.

Servono persone generose e pronte al servizio, che abbiano superato il narcisismo, l’avidità, la propensione alla violenza, che abbiano come obiettivo il tessere relazioni e convivenze, la capacità di coniugare le diversità evitando le lacerazioni. Ci sono esempi interessanti di espe- rienze di democrazia vissuta, come quella del comune calabrese di Riace, esperienze di persone e comunità che si aprono al cammino di tutti. Essa dimostra come una comunità che abbia particolare attenzione agli emarginati e ai poveri generi un maggior benessere di cui fruiscono tutti. È la gestazione dinamica di un mondo nuovo. Rafforzare, sostenere, moltiplicare esperienze come questa dovrebbe essere il compito di una buona autorità.