Cari amici,
IMPARIAMO A PRATICARE UNA CITTADINANZA ECOLOGICA, DOVE CI SIA POSTO PER I BISOGNI DI TUTTI
La catastrofe ambientale è il grande problema che tutti conosciamo. Il tempo incalza e occorre rapidamente cambiare rotta. ma come cambiare dall’oggi al domani modelli inveterati e stili di vita che scandiscono la quotidianità? Inconsapevolmente abbiamo introiettato la convinzione che la terra, come una madre, elargisca i suoi doni e sia una riserva sconfinata. Fa parte della logica del consumo spogliare l’ambiente che presumiamo inesauribile. Questo bisogno predatorio di saccheggiare e sfruttare sembra connaturato e concesso. La spiritualità ci apre al creato. Il creato è il dono di Dio a tutti gli uomini e riguarda tutto ciò che ci circonda: tutti gli esseri viventi, tutte le cose visibili
e invisibili. Dio ci ha affidato il compito di essere co-creatori di una creazione che continua nel tempo. Il nostro compito quindi non è quello di saccheggiare, ma di custodire.
A questo cambiamento ci invita papa Francesco con la Laudato si’, quando ci dice di ripartire dal basso cominciando «dal pianto della terra e dei poveri» e ci propone una cittadinanza ecologica, dove ci sia posto
per i bisogni di tutti e non per l’avidità di pochi.
Come passare da una logica capitalista alla logica dell’eco-solidarietà? La suprema dignità umana ci obbliga a trasformare questi pensieri in piccoli gesti che avranno una ricaduta pratica sulla nostra vita e sugli
altri che verranno. Per esempio, evitare l’uso di materiale plastico, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quello che ragionevolmente possiamo mangiare, utilizzare il trasporto pubblico o condividere il veicolo con altre persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili e così via. I giovani sono particolarmente sensibili a questi temi, come dimostrano Greta e il movimento al quale ha dato origine. Loro ci richiamano a comportamenti concreti nella cura per l’ambiente.
Concludo con l’affermazione di un capo indiano: «L’uomo appartiene alla terra. La terra non appartiene all’uomo». Papa Francesco ci invita a pregare: «risana la nostra vita affinché proteggiamo il mondo e non lo
deprediamo, affinché seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione».