Cari Amici

QUAL È IL NOSTRO SOGNO SUI BAMBINI CHE AIUTIAMO A CRESCERE? SAPPIAMO ASCOLTARLI E ACCOGLIERLI?

Il sogno che noi abbiamo sui bambini aiuta la loro crescita? Qual è il nostro sogno su di loro? Questo quaderno vuole aiutarci a sognare ad occhi aperti per il bene di queste creature che si aprono alla vita, in tutta la ricchezza della loro potenzialità.
Il poeta afghano Giallal, nato nel 1207 e venerato come un maestro mistico, sintetizza l’intelligenza in due grandi categorie. La prima si sviluppa memorizzando fatti e concetti dai libri e apprendendo dagli insegnamenti del maestro di scuola, segnando ogni dettaglio sul quaderno di appunti.
La seconda è un’intelligenza fluida, il cui movimento non va dall’esterno verso l’interno, ma viceversa dal dentro verso il fuori. Utilizza un altro tipo di quadernetto, scritto e custodito dentro, simile a una sorgente che, poco a poco, straripa dal suo alveo.
Una frescura al centro del petto: questa intelligenza appartiene a tutti, può giacere inavvertita dentro al petto, rimanere sommersa o addirittura essere soffocata. «occorre un percorso per ritrovare questa fonte, per riconoscerla, per lasciarla dire, per scrivere sotto sua dettatura. Perché lì vivono le parole».
Spetta a noi adulti accompagnare i nostri bambini in questo cammino. Il percorso della crescita è lungo e attraversa numerose fasi. Ognuna di esse va riconosciuta, accolta, potenziata.
Quando piantiamo nel nostro orto una nuova piantina, dobbiamo immaginarla nella sua crescita, nel suo sviluppo e nella sua maturità, dobbiamo pensare quello che la pianta è nella sua “essenza”, nel suo intimo. Ogni seme si svilupperà e crescerà per quello che è: grano, mais, riso, girasole… Sarebbe un grande errore attendere grano dal seme del riso o viceversa. Allo stesso modo deve essere il nostro atteggiamento di fronte ai bambini. ognuna di queste creature porta dentro di sé un’identità ben precisa, sconosciuta a lui e a noi.

In questo percorso un aspetto particolarmente delicato è l’insieme dei valori di riferimento che chiamiamo spiritualità.
Quale immagine di Dio, così importante nell’orientare i comportamenti dei credenti e dei non credenti, viene trasmessa ai bambini? Proprio Gesù, che ha avuto un’attenzione speciale verso i bambini, ci guiderà nell’offrire una corretta esperienza di Dio.
È prossimo il Natale. Questa festa va liberata dalla deriva consumistica che ha assunto e riportata al suo significato autentico. Il Natale ci parla di una nascita, di una nascita miracolosa che ha rivoluzionato il mondo.
Sentiamo il bisogno di un natale speciale, diverso dal solito, nel quale lo spazio per la riflessione, per la meraviglia, per i riti, per lo stare insieme alle persone che ci sono care, sia preparato con premura. Deve diventare una festa di rinascita per noi, per i nostri fratelli e per i nostri bambini.

Buon Natale e buon Anno Nuovo!

 

Ps. Subito dopo le festività, dal 3 al 5 gennaio, abbiamo organizzato il convegno invernale a Roma: La tenerezza ci salverà. Spero di incontrarvi in tanti, per continuare il dialogo con tutti voi.