Resilienza

Resilienza è una parola di derivazione latina, dal verbo resilere che significa rimbalzare, saltare indietro. La sua prima applicazione nella nostra lingua risale al campo della metallurgia e indica la capacità di un metallo di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stato sottoposto a schiacciamento o deformazione. In biologia e in ecologia la resilienza esprime la capacità di un sistema di ritornare a uno stato di equilibrio in seguito a un evento che lo ha turbato. Nel linguaggio comune ha assunto un significato più ampio, che si identifica con la capacità di affrontare e superare le tensioni avverse, ma anche di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo.

La resilienza implica, nella persona, una dinamica positiva, la capacità di andare avanti in un percorso di vita, nonostante gli eventi traumatici e le crisi.

La letteratura scientifica (come si legge in un articolo del sito State of Mind, Il giornale delle scienze psicologiche) dimostra che la resilienza è un fenomeno ordinario nell’essere umano, che cresce e si rafforza con la maturità, per quanto non sia un tratto stabile e immodificabile della personalità. Un elevato grado di resilienza non esonera dal dolore emotivo, dalla tristezza, da un certo livello di stress psichico a fronte di avversità e di situazioni traumatiche. Consente però di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni negative e dall’instabilità, ma di trovare le risorse per dare nuovo slancio all’esistenza.

Ci sono alcuni atteggiamenti che aiutano a fronteggiare meglio le difficoltà e a sviluppare la resilienza: l’impegno, cioè la tendenza a lasciarsi coinvolgere nelle attività da svolgere; l’autocontrollo ovvero la convinzione di poter dominare gli eventi esterni e non esserne in balìa; il gusto per le sfide, ossia la predisposizione ad accettare i cambiamenti. Questi atteggiamenti possono essere corroborati e sostenuti da una rete di relazioni umane e da un contesto di vita favorevoli, che aiutano a uscire dalla trappola della sofferenza e della percezione negativa della propria storia di vita.

La persona resiliente ha sviluppato alcuni tratti del carattere, che si possono identificare nell’ottimismo, che è la disposizione a cogliere il lato positivo delle cose, nell’autostima, che permette di tollerare il dolore e le difficoltà senza sentirsi feriti nella considerazione di sé, nella ricerca e nella custodia di ciò che è davvero importante.

A proposito di resilienza, sul sito unaparolaalgiorno.it (dedicato alle «meraviglie dell’italiano per arricchire vocabolario e pensiero»), si legge: «Una delle caratteristiche più proprie della vita, specie se vissuta con entusiasmo, è la resistenza alla rottura. Il vitalismo permette l’accesso a delle risorse capaci di farci reagire brillantemente davanti a qualsiasi caduta, sopportare qualsiasi carico. E questo spesso lo scordiamo, quando cediamo il passo allo sconforto, allo scoraggiamento, alla paura».