Ernesto Balducci

Ernesto Balducci nasce il 6 agosto 1922 a Santa Fiora sul Monte Amiata in una famiglia umile da padre minatore. Entrato con una borsa di studio nel collegio degli Scolopi, decide di prendere i voti e viene ordinato sacerdote il 26 agosto 1945.
Esattamente un anno prima aveva cominciato ad insegnare alle Scuole Pie Fiorentine a Firenze, frequentando allo stesso tempo la Facoltà di Lettere e Filosofia dove si laurea nel 1950. In questi anni fonda un circolo Umanistico Cristiano insieme a Giorgio Luti con una connotazione prevalentemente letteraria. Conosce e frequenta Giovanni Papini, Piero Bargellini, Nicola Lisi e Benvenuto Matteucci.
La conoscenza di Giorgio La Pira lo induce a interessarsi alle tematiche sociali e politico-culturali: con il ‘Sindaco Santo’ collabora nei gruppi giovanili della San Vincenzo in cui conosce Gian Paolo Meucci e ha rapporto diretto con i poveri. Da questo ambiente sorge nei primi anni ’50 “Il Cenacolo” che prevede una formazione religiosa, teologica e spirituale impegnativa con un’attenzione forte ai problemi politico-sociali in cui il momento comunitario è collegato al rispetto della libertà degli indirizzi e delle diverse scelte di ciascuno.
Diventa uno dei collaboratori più stretti del sindaco La Pira insieme a Mario Gozzini e Gian Paolo Meucci. Suo è l’appello per il convegno della “pace e civiltà cristiana” del ’54 in cui incoraggia il dialogo tra culture diverse.
Nel 1957 Balducci partecipa alla missione di Milano su invito del vescovo della città, Giovan Battista Montini, insieme a padre David Maria Turoldo e a don Primo Mazzolari.
Nel 1958 fonda la rivista ”Testimonianze” con un gruppo di amici e giovani legati al Cenacolo (Gozzini, Meucci, Citterich, Camagni, Setti, Zolo , Grassi) per dar voce a un cattolicesimo fondato sul valore della “testimonianza”. Balducci esprime l’esigenza di apertura sociale e di dialogo presenti nel mondo cattolico soprattutto giovanile
Le censure romane verso i fermenti innovatori presenti nella Chiesa cattolica, colpiscono anche i collaboratori di La Pira: tra il ’58 e il ’59 Balducci viene allontanato insieme a Turoldo e Vannucci.
L’ “esilio” a Frascati e poi a Roma gli permette però di seguire da vicino gli eventi connessi con il pontificato di papa Giovanni XXIII e il Concilio e di intessere rapporti con teologi e vescovi di tutto il mondo. Si impegna nella divulgazione del dibattito conciliare condividendo la speranza di una riforma della Chiesa incentrata sul primato della Parola di Dio e su un rapporto rinnovato con il mondo contemporaneo. Dopo la pubblicazione di un articolo-intervista su «Il Giornale del mattino» del 13 gennaio 1963 dal titolo “La Chiesa e la Patria”, viene processato per apologia di reato per la difesa dell’obiezione di coscienza.
Per intervento di Paolo VI, nel febbraio 1965 Balducci torna a Firenze e si stabilisce a Fiesole. Modifica progressivamente il suo atteggiamento verso le speranze di riforma della Chiesa con una grande delusione che, a partire dagli anni ‘70, lo porta verso la svolta ‘antropologica’ in cui mostra un certo disinteresse verso i dibattiti interni alla Chiesa, alla quale rimprovera di essere rimasta troppo ancorata a una prospettiva ecclesiocentrica. Negli anni ’80 è protagonista dei convegni promossi dalla rivista “Testimonianze” sul tema ‘Se vuoi la pace prepara la pace’ offrendo un contributo originale all’elaborazione di una cultura della pace. Nel 1986 fonda la casa editrice Edizioni Cultura della Pace (ECP) producendo principalmente le due collane l’“Uomo Planetario” e l’“Enciclopedia della Pace”. Lui stesso pubblica le biografie di Giorgio La Pira (1986), Gandhi (1988) e di Francesco D’Assisi (1989). Il suo ultimo libro è “Montezuma scopre l’Europa” (1992). La sua predicazione si incentra su una matrice biblico-evangelica intesa come prospettiva profetica e sul Vangelo come annuncio di pace e di una società non violenta, impegno per gli emarginati nella città, i carcerati, i popoli del terzo mondo.
All’inizio del 1992 muore l’amico David Maria Turoldo.
Alla fine di marzo presenta il volume “La terra del tramonto” alla Badia fiesolana intervistato da Sergio Zavoli.
Muore poche settimane più tardi, il 25 aprile 1992, in seguito alle gravissime conseguenze di un incidente stradale alle porte di Faenza al ritorno da alcuni impegni pubblici.
La liturgia funebre è celebrata dall’Arcivescovo Piovanelli nel Duomo di Firenze. La salma prima tumulata nella cappella della famiglia Balducci nel piccolo cimitero di Santa Fiora, ora è nella tomba progettata dalla Fondazione Michelucci, con il contributo della Fondazione Balducci e dell’Amministrazione comunale di Santa Fiora.

(biografia tratta dal sito ventennalebalducci.it)

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La Fondazione Balducci
La rivista “Testimonianze”
Pubblicazioni di e su Ernesto Balducci