Felice Scalia

Padre Felice Scalia è gesuita dal 1947. Laureato in filosofia, teologia e scienze dell’educazione, ha insegnato alla facoltà teologica dell’Italia Meridionale e poi all’Istituto Superiore di Scienze Umane e Religiose di Messina. Collabora con Presbyteri, Horeb, Rivista del clero, Vita consacrata, Spirito e Vita e Vita Pastorale.

Ha pubblicato:

Il Cristo degli uomini liberi, edizioni La Meridiana, Molfetta 2010
Teologia scomoda. Il caso Sobrino, edizioni La Meridiana, Molfetta 2008
Alternativi e poveri. La vita consacrata nel postmoderno, Paoline Editoriale Libri, 2006
Eucaristia. Tenerezza e sogno di Dio, Paoline Editoriale Libri, 2002
(con Giuseppe Agostino e Giorgio Campanini), Le relazioni nella Chiesa. Per una comunità «a più voci», Ancora, 1998

Vi segnaliamo in particolare:

IL CRISTO
DEGLI UOMINI LIBERI

Edizioni La Meridiana, 2010

pp. 64, euro 12

Dalla quarta di copertina

«Ho capito cosa vuol dire testimoniare oggi la fede. Lasciarsi penetrare da una Parola e permettere che questa diventi evidenza senza quasi volerlo, testimonianza senza volere testimoniare niente, semplicemente tentativo di vivere amando appassionatamente ogni traccia di vita che Dio ci regala. Stare sempre dalla parte della vita, testimoniare è solo raccontare. «Abbiamo fatto della Scrittura uno scrigno di verità dogmatiche mentre, prima di tutto, è la storia di Dio che cerca l’uomo, lo “per-seguita”, lo assedia fino a quando questi non accoglie lo splendore della sua dignità. La Scrittura non è un libro, è Dio in azione. Noi cattolici dimentichiamo con troppa facilità che c’è uno Spirito di Dio in azione nel mondo, che parla al singolo, a ciascuno di noi, come alla Chiesa intera. C’è nella vita del popolo di Dio un elemento dinamico che rinnova e sconvolge, difficilmente riconducibile a schemi di razionalità o di legalismo canonico. Non c’è da meravigliarci allora se le parole decisive nella nostra vita non sono poi tante, e se solo a partire da esse ci pare di conoscere .tutto. e di avere la chiave per accogliere ogni pagina di Vangelo ed ogni mistero dell’esistenza. Si tratta di quelle pagine della Scrittura che sembrano proprio scritte per la persona che legge, che coinvolgono e fanno sentire l’individuo parte viva della vicenda raccontata o della “Parola” ascoltata. Pagine che riscaldano il cuore quasi nostro malgrado, scaraventandoci d’un colpo fuori da questa epoca di passioni fredde».

La scheda sul sito de La Meridiana


TEOLOGIA SCOMODA

Il caso Sobrino

Edizioni La Meridiana, 2008

pp. 96, euro 12

Si può dire che Sobrino sia uno degli ultimi solidi pilastri della teologia della liberazione. Unico scampato all’eccidio dei sei gesuiti dell’Università del Centro America (UCA – San Salvador) avvenuto su mandato di gruppi politici e paramilitari, su di lui continua a concentrarsi l’attenzione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Queste pagine, con inusitato coraggio, riportano il testo integrale della “Notificatio” e una riflessione puntuale e condivisa che un gruppo di autorevoli teologi gesuiti spagnoli ha svolto su tale testo. L’intento è duplice. Da una parte evidenziare il carattere freddo e distaccato, ma anche approssimato, di una cristologia astratta che privilegia più gli spazi della filosofia che della vita. Dall’altra alimentare il crescente interesse per la figura, la persona e il messaggio di Cristo che da alcuni anni a questa parte esce dal dominio dei teologi di professione per ritornare a essere oggetto di dibattito e motivo di speranza per credenti e non credenti. La lettura dei due testi si rivela illuminante perché, attraverso l’approfondimento delle argomentazioni contestate, si può scorgere la scomparsa di un dibattito teologico vero e vitale capace di tradurre la parola di Dio agli uomini di oggi.

La scheda sul sito de La Meridiana