GESU’

di Carlo Molari

Libertà
GESÙ UOMO LIBERO
le condizioni storiche e culturali del suo tempo

La libertà è uno dei tratti caratteristici della persona matura. Vogliamo riflettere sulla libertà di Gesù: in quale forma e in che misura Gesù è stato uomo libero? La finalità della nostra riflessione è acquisire i criteri per imparare ad esercitare, come Gesù, la libertà dei figli di Dio. Il cammino della libertà ha avuto tappe anche nell’ambito della specie umana e Gesù certamente rappresenta un momento significativo di questo processo che ha avuto momenti di involuzione o riflusso e ha registrato salti qualitativi molto decisi. In questo tipo di riflessione è facile cadere nella idealizzazione e attribuire a Gesù tutte le qualità in modo eminente, prescindendo dalle condizioni storiche e dai limiti culturali del suo tempo, che invece devono essere tenuti presenti. Sarebbe inutile partire da una definizione astratta di libertà per vederne le applicazioni in Cristo. La libertà ha qualità e dinamiche diverse secondo il grado a cui una persona è pervenuta e secondo lo stile della comunità di appartenenza. In questa prospettiva intendiamo esaminare alcuni aspetti dell’esperienza storica di Gesù, partendo dal presupposto della sua volontà umana.

Libertà umana di Gesù.
La prima riflessione riguarda l’esistenza di una volontà umana in Gesù. Nel N. T. appare senza ombra di dubbio l’esercizio della libertà da parte sua. Ha riflettuto e pregato prima di fare scelte, ha cambiato progetti, si è adattato a nuove situazioni. Eppure non sono mancate le negazioni. I numerosi sussulti del monofisismo, che si svilupparono dopo il Concilio di Calcedonia (451), si presentarono anche come negazione della libera attività umana di Gesù, soffocata dalla incombente presenza del Verbo divino. La prima forma è stata la difesa di un’unica azione divina nel Verbo incarnato e quindi la negazione di un’attività propria alla natura umana (monoenergetismo: unica operazione mya enérgheia). Una seconda forma è stata la negazione di una volontà…