Insieme

Esercizio – TENERE INSIEME

siamo atleti e non lo sappiamo

di SILVIA PETTITI

Penso ad Arturo mentre leggo Bauman e in America viene eletto Presidente Donald Trump. Mi pare evidente che il modo in cui abbiamo pensato e governato il mondo negli ultimi 70 anni, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, di crisi in crisi, di illusione in illusione, di fallimento in fallimento, non persuada più a scegliere di conservare lo status quo. Mi pare che dovremmo, umanità intera, fare un passo in avanti e invece stiamo facendo un passo in-dietro. E non sappiamo se e dove ci fermeremo, se e quando riusci-remo a invertire la rotta. Intanto cadiamo, rompiamo, rotoliamo giù. Mi è capitato di leggere in rete il testo di una donna malata di sclerosi multipla, nata in uno dei paesi delle Marche colpiti dal terremoto. Scrive che la sensazione di fragilità e di sgretolamento che avverte nel suo corpo è la stessa vissuta dalla sua, nostra, terra. Questa donna “tiene insieme” un trauma personale – intimo direi, perché le malattie qualche volta si vedono, non sempre, ma difficilmente sono “portate insieme” – e un trauma collettivo – eclatante, rumoroso e dirompente come un terremoto. Questa connessione è forse il primo passo per fondare una speranza nuova. Ogni giorno faccio, facciamo, l’esercizio di “tenere insieme” le cose della vita: la cura della casa, gli impegni professionali, l’educazione dei figli, le relazioni amicali e familiari, gli interessi e le passioni personali, l’attenzione speciale alle persone che amo, le emozioni che abitano la mente, i sentimenti che crescono nel cuore… Siamo atleti e non lo sappiamo. In gioventù siamo abbastanza elastici e abili, sol-tanto a una certa età cominciamo a sentire le conseguenze del nostro modo di vivere, a percepire la differenza tra “mettere” e “tenere” insieme. Perché per lo più ci limitiamo a “mettere insieme” le cose della vita, senza quel “riscaldamento” e quell’allenamento che sono necessari a ogni atleta consapevole della disciplina che pratica.

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