Semplicemente umani

Speranza
PAROLE E SILENZIO
la civiltà delle immagini impedisce il dialogo

INTERVISTA A EUGENIO BORGNA

Lasciare una porta aperta, nel mondo dei muri e delle barricate verso l’esterno. una possibilità di dialogo, di incontro con l’altro, in un’Italia che chiama “nemico” il più debole. Come? rispolverando una parola antica, dal suono dolcissimo: speranza. ma attenzione, avverte Eugenio Borgna, a non banalizzare: «È un concetto lontano da quello che chiamiamo ottimismo o dalle illusioni, che sono proiezioni di aspettative e desideri egoistici. Significa invece mettere in gioco il presente, nutrendolo di passato e proiettandolo nel futuro. Liberandoci da rabbia e paura, e rieducandoci al confronto». Un cammino difficile, senza certezze. L’unico che ci resta, secondo questo grande vecchio che [il 22 luglio u.s.] ha compiuto 88 anni: psichiatra per una vita, poi autore di splendidi saggi su concetti etici come la
responsabilità — l’ultimo, La nostalgia ferita, per einaudi — è uno dei pochi intellettuali che davvero ha fatto della cura, del rispetto per gli ultimi (come chi soffre il disagio mentale) il baricentro dell’esistenza. Per questo ora osserva con preoccupazione un Paese «senza memoria», con leader «che guardano solo alle convenienze immediate». Professor Borgna, prendendo in prestito una categoria clinica che lei ha studiato tanto, non le sembra che l’Italia di questi anni sia dominata dalla schizofrenia, da uno scarto tra razionalità ed emozioni sempre più violente? «La schizofrenia è la più enigmatica e oscura forma di sofferenza psichica che si conosca, ancora misteriosa nelle sue cause, che si manifesta come una rottura della propria individualità. Si sviluppano così due serie distinte di pensieri e sentimenti, che corrono lungo binari separati. uno stato di cui parlo con prudenza, con angoscia. ma che in effetti può essere
utilizzato come immagine chiave per un’epoca in cui si è smarrito il senso di unità collettivo. In cui si pensa in un modo e si agisce in una maniera completamente diversa. una scissione pericolosa».

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