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IL QUOTIDIANO
GENNAIO 2008

 

 
 

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L'EDITORIALE DI MARIO DE MAIO

Cari amici,

vi scrivo queste riflessioni vedendo sorgere l'alba, quando il pensiero va al giorno che inizia. Cosa mi aspetterà oggi? é la domanda spontanea. Il quotidiano, minuto per minuto, è il luogo concreto dove misuriamo il valore delle nostre idealità. Purtroppo spesso siamo proiettati sul futuro o arroccati nel passato e non riusciamo a gustare il semplicemente vivere centellinandolo come il caffé mattutino. Non possiamo influire molto sugli avvenimenti che incontreremo nell'arco della giornata, ma certamente dipenderà da noi la qualità del come li vivremo. Come per tutte le cose difficili da affrontare è importante avere a disposizione dei buoni strumenti. Credo che sia saggio tentare di uscire dalla corsa collettiva che ci travolge tutti, creandoci degli spazi di interruzione e dilatando i tempi di intervallo tra i nostri impegni. Questo ci può permettere di neutralizzare la sensazione che la vita ci sfugga dalle mani e ci consentirà di abbandonarci con fiducia agli avvenimenti. Un altro atteggiamento da curare è l'attesa curiosa e la ricerca del Bene inedito che ci aspetta e che nasce dalla consapevolezza dell'essere inseriti in processi di vita che ci precedono e allo stesso tempo ci precedono. Far nostro il pensiero che "meno possediamo e più siamo liberi di donare" ci inserirà nella logica della gratuità e del dono. I Vangeli ci raccontano la quotidianità di Gesù fatta di tante cose semplici, ma tutte orientate ad incontrare gli altri nel luogo dove si trovavano per sviluppare relazioni di accoglienza e di crescita. Il bene che ci avvolge è al di sopra della nostra capacità di contenerlo. Il silenzio e l'amicizia sono l'ambito in cui possono avvenire i 'miracoli'. Vi auguro un nuovo anno con tanti 'miracoli' quotidiani.

don Mario

 
   
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