L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
vi scrivo queste riflessioni vedendo sorgere
l'alba, quando il pensiero va al giorno che inizia. Cosa
mi aspetterà oggi? é la domanda spontanea. Il quotidiano,
minuto per minuto, è il luogo concreto dove misuriamo il
valore delle nostre idealità. Purtroppo spesso siamo proiettati
sul futuro o arroccati nel passato e non riusciamo a gustare
il semplicemente vivere centellinandolo come il caffé mattutino.
Non possiamo influire molto sugli avvenimenti che incontreremo
nell'arco della giornata, ma certamente dipenderà da noi
la qualità del come li vivremo. Come per tutte le cose difficili
da affrontare è importante avere a disposizione dei buoni
strumenti. Credo che sia saggio tentare di uscire dalla
corsa collettiva che ci travolge tutti, creandoci degli
spazi di interruzione e dilatando i tempi di intervallo
tra i nostri impegni. Questo ci può permettere di neutralizzare
la sensazione che la vita ci sfugga dalle mani e ci consentirà
di abbandonarci con fiducia agli avvenimenti. Un altro atteggiamento
da curare è l'attesa curiosa e la ricerca del Bene inedito
che ci aspetta e che nasce dalla consapevolezza dell'essere
inseriti in processi di vita che ci precedono e allo stesso
tempo ci precedono. Far nostro il pensiero che "meno
possediamo e più siamo liberi di donare" ci inserirà
nella logica della gratuità e del dono. I Vangeli ci raccontano
la quotidianità di Gesù fatta di tante cose semplici, ma
tutte orientate ad incontrare gli altri nel luogo dove si
trovavano per sviluppare relazioni di accoglienza e di crescita.
Il bene che ci avvolge è al di sopra della nostra capacità
di contenerlo. Il silenzio e l'amicizia sono l'ambito in
cui possono avvenire i 'miracoli'. Vi auguro un nuovo anno
con tanti 'miracoli' quotidiani.
don Mario