L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
quante volte abbiamo sentito questa espressione:
“quello ci crede davvero!”. Che cosa significa? E quando
diciamo: “credere in Dio”, che cosa intendiamo? Che la persona
ci trasmette, al di là delle enunciazioni e delle espressioni
verbali, un elemento fortemente comunicativo che è la sua
passione, il suo amore, il suo coinvolgimento totale in
ciò che vive. Questo può essere un ideale, un progetto,
un lavoro, un’espressione artistica, una persona, un gruppo,
un impegno religioso, uno stile di vita. È difficile liberarci
dell’esperienza che per tanti anni abbiamo vissuto nella
nostra formazione alla fede e dall’esperienza quotidiana
delle nostre comunità, religiose o politiche o sociali,
dove spesso riscontriamo un grande divario tra ciò che si
enuncia e ciò che realmente e quotidianamente si realizza.
Non a caso diventano esemplari quelle piccole realtà dove
lo spazio per le enunciazioni è molto ristretto e quello
per le esperienze pratiche è più forte e coinvolgente. A
questo punto mi verrebbe da chiedere: e noi, in che cosa
veramente crediamo? Che cosa cattura gran parte del nostro
tempo, delle nostre energie emotive e riempie gli spazi
che durante la notte il sonno ci concede per riflettere?
Si usa dire dove c’è il tuo cuore lì ci sei anche tu. Il
cuore naturalmente riassume quella potentissima forza che,
con un vocabolo abusato, chiamiamo amore, cioè tutta la
ricchezza della nostra profondità di vita, talora incapace
di esprimersi chiaramente, e che a Ore undici abitualmente
chiamiamo “desiderio”. Aquesto punto forse è possibile dire
in che cosa veramente crediamo. Prendersi cura della fede
significa avere tempo, silenzio, disponibilità per ascoltare
tutto ciò che di bello, di nuovo, di appassionante si muove
nel nostro animo. Direi che dovremmo dedicarci quotidianamente,
“consacrarci”, all’ascolto continuo e attento delle piccole
sfumature di vita che attraversano il nostro animo e che
riconosciamo per la forte vibrazione che creano dentro di
noi. Annunciano un filone enorme, profondo, che è lì a nostra
disposizione e che deve tradursi in vissuti nella nostra
quotidianità. Tutto questo può riferirsi al credere religioso,
alla fede in Dio. Gesù è il nostro modello del “credere
con passione e amore”.
don Mario