L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
scrivo questa lettera dal Brasile dove riflettere
sul difficile vivere assume una visuale del tutto particolare.
C’è però una cosa che tutti gli uomini hanno in comune:
come rapportarsi con il senso del vivere. Sono molte le
definizioni che vengono date a questa sensazione profonda
con cui ogni uomo deve misurarsi. La più espressiva mi sembra
essere quella che parla del senso di ‘vuoto’ o di ‘buco
interiore’ che ogni uomo tenta di riempire in forme diverse.
Noi che viviamo nel Primo mondo così come i giovani che
abitano il Terzo mondo, tutti ci troviamo di fronte a questo
dilemma e ci inventiamo varie forme per riempirlo o coprirlo.
Ma nei momenti di verità, il nostro animo avverte il rischio
di venire assorbito dall’angoscia di sprofondare dentro
quel vuoto e non uscirne più. Le diverse scuole psicologiche
indicano numerose strade paragonabili a ringhiere o protezioni
che però non sono in grado di risolvere il problema di fondo.
Con una certa difficoltà voglio spostare il piano della
riflessione e chiedere aiuto alla spiritualità. Con difficoltà
perché anche in quest’area le offerte facili e un po’ magiche
sono numerose e pericolose. I vangeli ci dicono che Gesù
stesso ha attraversato questo momento di vuoto. Credo che
Lui ci abbia indicato la strada di uscita, che è quella
della fiducia, cioè della fede nell’Autore della vita il
quale, nel consegnarci la vita stessa, non ci ha abbandonati
ma ci ha dato tutta la ricchezza necessaria per poterla
vivere intensamente, semplicemente e profondamente. Un autore
noto per la sua riflessione sia sul piano psicologico che
spirituale, Eugen Drewermann, ha definito il peccato come
la presunzione di risolvere autonomamente il problema del
senso del vivere, facendo a meno dell’incontro autentico
con Dio Autore della vita. In realtà spesso dedichiamo la
maggior parte delle nostre energie e del nostro tempo a
ricercare i più vari espedienti a questo problema. Nel silenzio
e nella profondità, con coraggio e costanza, possiamo trovare
la "salvezza" al difficile dilemma del vivere.
Con l’augurio che il periodo pasquale sia una opportunità
e una ricchezza per tutti, vi saluto cordialmente.
don Mario