L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
il mondo contemporaneo, come ripete spesso
fratel Arturo, o sarà un secolo di mistici o non sarà. Sono
parole vere come quelle che soltanto i profeti sanno dire.
Tutti abbiamo bisogno di modelli e riferimenti, che noi
indichiamo con il termine di spiritualità, che ci aiutino
a vivere, a vivere veramente.
Abbiamo bisogno di pensieri unici, profondi
che possiamo accogliere nella nostra interiorità e che possono
aiutarci a dare una risposta di senso semplice, o meglio
una risposta di buon senso agli eventi della vita e della
quotidianità: una spiritualità per vivere il quotidiano.
Da chi andremo? Quale guru, quale intellettuale, quale movimento
ecclesiale ci potrà aiutare? Sappiamo bene che non dobbiamo
andare lontano: la nostra religione ha una ricchezza infinita
di saggezza umana e spirituale che è Cristo. Dobbiamo soltanto
ritrovarlo, liberarlo da taluni ermetismi dei teologi e
degli esegeti. Abbiamo tutti un bisogno essenziale di Gesù,
dell’amico Gesù che non ci detta formule moralistiche, non
ci mette pesi sulle spalle, ma ci accompagna a trovare la
fonte zampillante di acqua pura.
Non dobbiamo fare grandi cose o grandi studi, dobbiamo semplicemente
liberare Cristo e incarnare l’umano nella nostra vita, sciogliendo
tutti gli strati di incrostazioni e i secoli di dogmatismi.
Ogni volta che Arturo mi parla dell’Amico lo guardo con
tenerezza e invidia. Ha impiegato 95 anni per arrivare a
una estrema semplicità di vita, guidato nei suoi passi dalla
saggezza di questo Amico con cui si trattiene in simpatico
dialogo per molte ore al giorno.
Una spiritualità per vivere. Qualunque sia
la nostra condizione, qualunque sia il nostro limite, i
problemi che ci assillano, tutti sentiamo il bisogno di
una spiritualità che ci accompagni nell’interpretare, attraversare,
superare, godere ogni stagione della nostra vita. L’amico
Gesù ci ha dato il segreto del vivere che è amare l’altro:
per secoli l’abbiamo interpretato come l’obbligo di fare
beneficenza, assistenza, gesti caritatevoli. In realtà che
cosa alimenta e pone le condizioni affinché una vita possa
crescere e svilupparsi bene? L’amore, la cura, l’attenzione,
la tenerezza. Dobbiamo investire la nostra vita per imparare
ad amare l’altro, gli altri, la natura, i viventi, perché
la nostra vita si nutre attraverso la tenerezza, la dolcezza,
l’amicizia, la sessualità. I processi di vita hanno una
sola regola: si sviluppano nella loro pienezza attraverso
relazioni vitali che portano vita. Relazioni che attivano
le energie e le forze che ognuno porta dentro di sé in modo
latente. Amare per vivere.
don Mario