OREUNDICI
SOLIDARIETA'
UN MESE MOLTO "RICCO" - inaugurata la Casa
della manioca
Alla messa conclusiva che Arturo ha celebrato
a Madre Terra eravamo persone di cinque paesi diversi. Il
gruppo più significativo era quello degli amici argentini
che hanno condiviso con Arturo il terribile periodo della
dittatura militare. Alcuni di loro hanno subito la prigione
e anche la tortura. I ricordi che si sono intrecciati ci
hanno fatto conoscere il lungo periodo che Arturo ha vissuto
in Argentina negli anni Sessanta e Settanta e da cui ha
dovuto fuggire perchè in pericolo di vita. I volti e lo
stile dei piccoli fratelli, suoi antichi compagni, sono
uguali in tutto il mondo: visi aperti, cordialità diretta,
essenzialità e semplicità. Credo che Charles de Foucauld
attraverso i suoi seguaci più autentici abbia molto da dire
anche alla Chiesa di oggi.
Arturo nella sua terra brasiliana è come rifiorito, circondato
dai suoi numerosi “figli” è ringiovanito di trent’anni.
La mattina e la sera, seduto sulla sua sedia, accompagnava
il sole dall’alba al riposo notturno. Sole purtroppo che
si è fatto spesso desiderare; abbiamo avuto quasi tutti
i giorni tanta pioggia. Il nostro lago si è alzato di circa
due metri e in qualche punto è anche tracimato. Ma come
in tutte le tragedie, che in Brasile spesso diventano festa,
è arrivato Reginaldo e si è tuffato nel lago per fare una
bella nuotata. Poi siamo andati a raccogliere i pesciolini
che incappavano nella rete, e che sono finiti in padella
per la cena.
Veniamo al nostro progetto Madre Terra: dopo qualche momento
iniziale di scoramenento, i ragazzi hanno risposto al dialogo
quotidiano con un impegno eccezionale nel lavoro. È stata
inaugurata la casa di lavorazione della manioca, prodotto
principale della nostra piccola azienda alla presenza della
famiglia e degli amici di Marco Del Debbio a cui è stata
dedicata l’area di lavoro. Marco Del Debbio, un giovane
imprenditore di Lucca morto prematuramente, era molto amico
di Arturo che lo ha accompagnato fraternamente alla conclusione
della sua esistenza. La famiglia e gli amici imprenditori
di Lucca hanno voluto che il suo spirito continuasse a vivere
nelle braccia e nella mente di questi giovani, finanziando
la costruzione della casa.
Erano presenti, nonostante una pioggia battente, tutte le
autorità cittadine con a capo il sindaco Paolo Mac Donald
il quale si è dichiarato seguace dei principi di fratellanza
di Arturo. Questo evento ha caricato moltissimo i giovani
e ci permette ora, avendo ricevuto tutte le aurorizzazioni,
una grande possibilità di vendita. Difficile sarà mantenere
alta la produzione. In questo momento quattro ragazzi riescono
a produrre duecento chili di manioca al giorno, impacchettata
e pronta per la vendita, per un valore di cento euro.
Le persone che lavorano a Madre Terra, tra adulti e giovani,
in questo momento sono sedici. Giorni fa è venuto a chiederci
lavoro un ragazzo della favela che già aveva lavorato per
noi. Per venire a parlare con me ha fatto circa tredici
chilometri a piedi. Era molto conosciuto dagli altri ragazzi
anche per la sua particolare situazione di povertà e quando
ho proposto di assumerlo sono stati tutti d'accordo. Il
giorno dopo il suo volto era cambiato per la serenità provocata
dalla calda accoglienza degli altri ragazzi ma anche per
la possibilità di avere ogni giorno il pasto garantito e
alla fine del mese lo stipendio di agricoltore.
Adesso bisogna affrontare le prossime tappe: ristrutturare
l’abitazione dei ragazzi che ancora ha il tetto di eternit,
creare un capannone dove lavorare quando piove e avviare
il progetto della scuola di falegnameria di cui sarà responsabile
Reginaldo. Sarà aiutato in Italia da due amici falegnami,
Gianluca Moro e Tarcisio Pacini. La SCM di Rimini ci ha
donato i macchinari di base, Tarcisio ha già impiantato
parecchie scuole di falegnameria in Africa.
Immagino il vostro pensiero adesso: come possiamo aiutare
questo progetto? La forma più semplice e diretta è quella
di “prendere un caffè al giorno con un giovane brasiliano”,
come illustrato nelle pagine di copertina di questo quaderno.
A questa iniziativa hanno aderito ormai più di venti amici,
che ringrazio, sperando che il numero cresca.
Mario De Maio
(dicembre 2009)