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DICEMBRE 2009

 

 
 

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OREUNDICI SOLIDARIETA'

UN MESE MOLTO "RICCO"
- inaugurata la Casa della manioca

Alla messa conclusiva che Arturo ha celebrato a Madre Terra eravamo persone di cinque paesi diversi. Il gruppo più significativo era quello degli amici argentini che hanno condiviso con Arturo il terribile periodo della dittatura militare. Alcuni di loro hanno subito la prigione e anche la tortura. I ricordi che si sono intrecciati ci hanno fatto conoscere il lungo periodo che Arturo ha vissuto in Argentina negli anni Sessanta e Settanta e da cui ha dovuto fuggire perchè in pericolo di vita. I volti e lo stile dei piccoli fratelli, suoi antichi compagni, sono uguali in tutto il mondo: visi aperti, cordialità diretta, essenzialità e semplicità. Credo che Charles de Foucauld attraverso i suoi seguaci più autentici abbia molto da dire anche alla Chiesa di oggi.
Arturo nella sua terra brasiliana è come rifiorito, circondato dai suoi numerosi “figli” è ringiovanito di trent’anni. La mattina e la sera, seduto sulla sua sedia, accompagnava il sole dall’alba al riposo notturno. Sole purtroppo che si è fatto spesso desiderare; abbiamo avuto quasi tutti i giorni tanta pioggia. Il nostro lago si è alzato di circa due metri e in qualche punto è anche tracimato. Ma come in tutte le tragedie, che in Brasile spesso diventano festa, è arrivato Reginaldo e si è tuffato nel lago per fare una bella nuotata. Poi siamo andati a raccogliere i pesciolini che incappavano nella rete, e che sono finiti in padella per la cena.
Veniamo al nostro progetto Madre Terra: dopo qualche momento iniziale di scoramenento, i ragazzi hanno risposto al dialogo quotidiano con un impegno eccezionale nel lavoro. È stata inaugurata la casa di lavorazione della manioca, prodotto principale della nostra piccola azienda alla presenza della famiglia e degli amici di Marco Del Debbio a cui è stata dedicata l’area di lavoro. Marco Del Debbio, un giovane imprenditore di Lucca morto prematuramente, era molto amico di Arturo che lo ha accompagnato fraternamente alla conclusione della sua esistenza. La famiglia e gli amici imprenditori di Lucca hanno voluto che il suo spirito continuasse a vivere nelle braccia e nella mente di questi giovani, finanziando la costruzione della casa.
Erano presenti, nonostante una pioggia battente, tutte le autorità cittadine con a capo il sindaco Paolo Mac Donald il quale si è dichiarato seguace dei principi di fratellanza di Arturo. Questo evento ha caricato moltissimo i giovani e ci permette ora, avendo ricevuto tutte le aurorizzazioni, una grande possibilità di vendita. Difficile sarà mantenere alta la produzione. In questo momento quattro ragazzi riescono a produrre duecento chili di manioca al giorno, impacchettata e pronta per la vendita, per un valore di cento euro.
Le persone che lavorano a Madre Terra, tra adulti e giovani, in questo momento sono sedici. Giorni fa è venuto a chiederci lavoro un ragazzo della favela che già aveva lavorato per noi. Per venire a parlare con me ha fatto circa tredici chilometri a piedi. Era molto conosciuto dagli altri ragazzi anche per la sua particolare situazione di povertà e quando ho proposto di assumerlo sono stati tutti d'accordo. Il giorno dopo il suo volto era cambiato per la serenità provocata dalla calda accoglienza degli altri ragazzi ma anche per la possibilità di avere ogni giorno il pasto garantito e alla fine del mese lo stipendio di agricoltore.
Adesso bisogna affrontare le prossime tappe: ristrutturare l’abitazione dei ragazzi che ancora ha il tetto di eternit, creare un capannone dove lavorare quando piove e avviare il progetto della scuola di falegnameria di cui sarà responsabile Reginaldo. Sarà aiutato in Italia da due amici falegnami, Gianluca Moro e Tarcisio Pacini. La SCM di Rimini ci ha donato i macchinari di base, Tarcisio ha già impiantato parecchie scuole di falegnameria in Africa.
Immagino il vostro pensiero adesso: come possiamo aiutare questo progetto? La forma più semplice e diretta è quella di “prendere un caffè al giorno con un giovane brasiliano”, come illustrato nelle pagine di copertina di questo quaderno. A questa iniziativa hanno aderito ormai più di venti amici, che ringrazio, sperando che il numero cresca.

Mario De Maio

(dicembre 2009)

 

 
   
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