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FEBBRAIO 2009

 

 
 

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OREUNDICI SOLIDARIETA'

OLTRE IL SOGNO, I SEGNI
la presenza degli italiani e gli obiettivi del 2009 - di Paula Lemos

Mentre stiamo chiudendo questo quaderno, c’è aria di partenze. I primi a prendere il volo per Foz do Iguaçu sono Agnese, collaboratrice di Ore undici, e Daniele Beccari, amico dell’associazione, neo pensionato poliedrico (elettricista, falegname e panettiere) che si fermerà un mese per dare una mano nella rifinitura del laboratorio della manioca e per offrire un sostegno culinario al gruppo di italiani che sarà presente in questo mese. Subito dopo, arriverà Alessandro Teruzzi, il giovane milanese esperto di informatica, che ha già trascorso un periodo a Madre Terra alla fine dello scorso anno e che ora si tratterrà per tre mesi con l’obiettivo di offrire ai ragazzi brasiliani le conoscenze tecniche di informatica e condividere con loro la vita quotidiana. Il 25 gennaio è attesa con entusiasmo brasiliano la visita del dottor Giovanni Del Debbio, figlio dell’industriale lucchese Marco, scomparso da poco più di un anno. In sua memoria, il giovane figlio ha promosso una raccolta di fondi tra gli industriali delle province di Lucca e Pisa per la realizzazione del laboratorio di lavorazione della manioca e degli altri prodotti agricoli. Giovanni Del Debbio si è appassionato al progetto e ha voluto conoscere direttamente l’esperienza di Madre Terra. Del Debbio e il suo amico Andrea Biggi saranno seguiti da don Mario, che ritorna a Foz per programmare il nuovo anno di attività e formazione con i giovani e gli operatori.
Quali obiettivi ci poniamo per questo 2009? In primo luogo naturalmente la messa in funzione del laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli che dovrebbe dare una spinta all’attività produttiva e di conseguenza alla capacità di reddito. Ci proponiamo di accompagnare la formazione dei ragazzi verso uno spirito cooperativo affinché non affrontino il lavoro come dei dipendenti ma ne assumano le responsabilità e ne condividano i frutti. Il secondo obiettivo è la costruzione della prima casa del villaggio all’interno di Madre Terra. La famiglia a cui sarà destinata è quella di Geneci, Reginaldo e Livia. La loro presenza costante, oltre ad essere un punto di riferimento per i giovani, potrà essere l’esempio concreto di una vita familiare che potrà motivare altri giovani a partecipare al villaggio. Un terzo obiettivo è la costruzione della scuola di falegnameria, per la quale la società riminese SCM, che opera in Italia e in Brasile, ha offerto i macchinari e la consulenza per l’avvio degli impianti. Questo progetto sarà seguito dal falegname italiano Gianluca Moro, amico di Ore undici e di Madre Terra, e dai brasiliani Bladimir e Reginaldo che saranno i primi a imparare l’arte della lavorazione del legno, grazie alla consulenza diretta degli operatori della SCM. La finalità di questo laboratorio è quella di offrire un'opportunità professionale ai giovani e di produrre i materiali necessari per le abitazioni e, in futuro, la vendita esterna.

(febbraio 2009)

 
   
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