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L'ALTRO UGUALE E DIVERSO
FEBBRAIO 2009

 

 
 

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Cari amici,

L'EDITORIALE DI MARIO DE MAIO

la timidezza con la quale ci proponiamo agli altri o l’arroganza con cui qualche volta cerchiamo di imporci, sono indicatori della stessa fatica che facciamo ad avere fiducia in noi stessi. Tutti noi abbiamo una bassa considerazione delle nostre qualità e capacità. Anche se cerchiamo di non dimostrarlo agli altri, è una sensazione comune che ci portiamo dentro.
Solo quando l’altro ci ama, si sviluppa in noi il sentimento importante che siamo un valore. Per rafforzare questa sicurezza scegliamo persone il più possibile simili a noi. Difficilmente pensiamo che l’altro differente sia in grado di poterci apprezzare, stimare, amare. Il confronto con lui spesso mette in crisi la nostra già fragile e barcollante identità e la stima di noi stessi.
Eppure siamo strutturati per vivere con l’altro. I processi della vita hanno necessità di coppie per perpetuarsi. Tutti abbiamo sperimentato che una profonda sintonia con l’altro non solo ci rassicura ma ci consente di esprimere le nostre parti più creative, più divergenti, più “pazze”, perché l’altro non ci giudica, ci accoglie, ci contiene.
Tutti noi sappiamo per esperienza quanto siano travagliati e difficili i rapporti d’amore. Per fortuna esiste Dio nei nostri pensieri, che quasi perpetuando l’esperienza di una mamma buona, ci accoglie sempre, non ci giudica mai, è pronto a riconoscere le parti più belle, il desiderio di vita che lui stesso ha messo in ognuno di noi in modo diverso. “Dio non ti chiede l’impossibile, te lo offre”: questa espressione di Marie Balmary indica esattamente quanto il nostro desiderio innamorato dell’infinito abbia necessità di un Dio che lo aiuti a sfidare i limiti della nostra umanità.
Questo diventa meraviglioso tutte le volte che incontriamo Dio nell’altro, nell’altro che noi definiamo “santo” perché ci fa sperimentare le finezze e l’umanità di un amore altro che ci accoglie, ci dà forza e ci autorizza a vivere pienamente e totalmente la vita che ci è stata affidata. Per tutti gli amici che non hanno avuto la fortuna di vivere l’esperienza intensa e vivificante del convegno invernale, ma anche per coloro che c’erano, in questo quaderno riprendiamo e approfondiamo il tema dell’altro, uguale e diverso.

don Mario

 
   
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