Cari
amici,
L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
spesso la mattina sono svegliato dalla sirena
di un’ambulanza. Sorprendentemente non è un suono che mi
angoscia perché a differenza delle tante che urlano in città
e richiamano sofferenze, questa annuncia una nuova nascita.
Abito vicino alla clinica di maternità Sacra Famiglia e
la sirena che sento traccia il percorso dell’ambulanza verso
la clinica. Quando la sento mi si ripropone sempre una domanda:
la creatura che sta nascendo alla vita biologica, di cosa
avrà bisogno per nascere psicologicamente, socialmente,
spiritualmente?
Quale sarà il suo futuro? Questo nostro quaderno è dedicato
al nascere e al rinascere. Quali sono le condizioni che
fanno sì che il vivere sia una nascita sempre più piena
di vita e di senso? Credo che il modello familiare necessario
alla crescita e allo sviluppo dell’identità della persona
debba presentare almeno quattro caratteristiche: lo spazio
vitale, il riconoscimento dell’identità, l’ascolto del desiderio.
Naturalmente tutto questo deve essere avvolto in un universo
morbido di amore. Ogni giorno ci poniamo la domanda: che
cosa potrà cambiare questo mondo? Arturo nel suo articolo
traccia la strada: solo attraverso l’amore può nascere o
rinascere la vita. Quando Gesù parlava di rinascere certamente
alludeva a questi processi e circondava le persone che incontrava
di fiducia, di ascolto, di riconoscimento e di amore.
Il futuro del mondo dipende dal crescere di nuove comunità
in cui questi valori trovino spazio. Valori che non sempre
abbiamo trovato nelle nostre famiglie ma che possiamo coltivare
insieme con chi desidera trovare la propria identità più
profonda, confrontandosi con una appartenenza che restituisca
il respiro e lo spazio per rinascere e vivere.
don Mario