L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
Per i frequentatori dei nostri incontri il
termine “inter-rompere” è abbastanza familiare. Porto un
esempio per spiegare che cosa intendiamo con esso. Tutte
le volte che vado in Brasile e salgo in aereo, le dodici
ore di viaggio sono per me una grande occasione di riposo
e di riflessione: non può suonare il cellulare, non ci sono
scadenze immediate da adempiere, sono in procinto di entrare
in una realtà totalmente diversa. Sono i momenti migliori
che accompagnano la mia esperienza, all’andata per prepararmi
a viverla, al ritorno per riflettere. In una parola, faccio
esperienza dell’inter-rompere. Con questo termine vogliamo
esprimere la consapevolezza che, tra un impegno e l’altro,
è importante concederci uno spazio di interruzione. Infatti,
nonostante le mille invenzioni tecnologiche (telefonino,
treni veloci, internet) che dovrebbero farci risparmiare
molto tempo, siamo tutti stretti in una gabbia di impegni
che non ci lascia respiro. Soprattutto in questo periodo
di crisi, scoprire una modalità iversa di gestione del tempo
potrebbe essere una grande opportunità. Qualche volta siamo
costretti a sperimentarla quando, per una malattia o per
la morte di una persona cara, siamo obbligati a fermarci.
Le cose che facevamo abitualmente e ciò che si muoveva intorno
a noi assumono un sapore e un colore diverso, consentendoci
una maggiore consapevolezza del modo in cui usiamo il nostro
tempo e la possibilità di scegliere uno stile di vita nuovo.
Inter-rompere significa scegliere il tempo dell’esperienza
e del sentire piuttosto che del fare. Significa concederci
di stare con le persone che amiamo di più, stare insieme
magari senza parlare, vivere la sensazione di serenità che
ci trasmettono le persone che ci accolgono per quello che
siamo, con cui possiamo condividere i pensieri e le emozioni
così come vengono, con cui possiamo pensare e sognare il
futuro, con cui possiamo parlare di quello che si è vissuto.
Tutto questo fa parte dell’esperienza dell’inter-rompere.
L’inter-rompere è anche un tempo che ci permette di riflettere
ed elaborare ciò che abbiamo vissuto, e che ci prepara a
vivere quello che ci aspetta. Nella pratica può avere la
lunghezza e la frequenza che noi gli attribuiamo, può avere
la durata di qualche minuto che per abitudine dedichiamo
ad esso prima di iniziare la giornata o una nuova attività,
può essere uno spazio che ci diamo durante la pausa del
pranzo o può chiudere la giornata. Può essere uno spazio
programmato nella settimana o nel mese, una volta li chiamavamo
ritiri mensili, dove possiamo riprendere in mano il vissuto
e fare un bilancio riservando un tempo anche all’ascolto
delle nostre emozioni che sono lì per dirci molte cose.
L’augurio che faccio a tutti voi è di poter trascorrere
un tempo di vacanze che siano veramente una interruzione.
Spero di incontrarvi alle nostre iniziative per vivere insieme
questa esperienza.
don Mario