L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari
amici,
Questo quaderno dedicato alle comunità vuole
proporre qualcheriflessione sul senso e sul valore che possono
avere oggi l’appartenenza e la partecipazione a una comunità.
Il teologo Von Balthasar fa notare che il termine “communio”
può derivare dal termine cum-munio che significa difendersi
insieme, oppure, altra lettura, da cum munus, che vuol dire
mettere insieme i propri doni. Questi due significati riassumono
il senso di ogni comunità. Ognuno di noi appartiene a molteplici
comunità, quella del lavoro, quella dove viviamo, quella
del tempo libero, e quelle della nostra crescita umana e
spirituale. È questa di cui vogliamo parlare.
La comunità naturale di fede è la propria parrocchia. Oggi
sono sempre più diffuse altre comunità di appartenenza che
vengono scelte per la qualità di quello che offrono sul
piano spirituale. Comunità che sono aperte anche ai non
cattolici e a chiunque è in cammino di ricerca.
Sono molte le offerte presenti oggi e un criterio sempre
valido nella scelta è quello di valutare in che misura rispondono
al bisogno di crescita e di spiritualità che abbiamo in
questo momento e soprattutto se i processi che vi si vivono
allargano gli orizzonti non chiudono le domande, permettono
il confronto tra esperienze religiose diverse.
Ci può essere il pericolo di rincorrere una comunità ideale.
Penso che dovremmo concentrarci sulle persone più significative
della nostra vita con le quali abitualmente ci incontriamo,
viviamo le nostre giornate, scambiamo i nostri pensieri.
È questo l’ambiente spontaneo in cui essere elemento di
comunione a cui dobbiamo offrire le nostre ricchezze e lo
stimolo verso la creatività.
Sono questi piccoli gruppi che uniti insieme possono diventare
il sale che dà sapore e senso ai fatti della vita personale
e sociale, operare un reale cambiamento e arricchire di
nuovi stili operativi la difficile realtà storica in cui
viviamo.
don Mario