DIVENTARE
SEMPLICI - di ARTURO PAOLI
Se non diventerete come bambini non entrerete
nel regno dei cieli. Se Gesù ci avesse invitati a fare penitenza,
a studiare bene la Bibbia, a compiere opere buone, potremmo
mettere tutta la nostra buona volontà e potremmo farcela.
Diventare come bambini è l’unica cosa che non possiamo simulare,
perché se cerchiamo di diventarlo bamboleggiamo, sembriamo
degli scemi. Essere bambini, essere semplici. Non è il risultato
della nostra volontà ma di uno spogliamento che non possiamo
fare da noi, ma viene fatto dalla grazia di Dio. È una semplificazione
inattesa, mai uno immaginerebbe che la vita potesse arrivare
a questa riduzione. Quando eri giovane ti vestivi, andavi
dove volevi, decidevi della tua vita, ora che sei vecchio
qualcuno ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi. Quello
che Gesù vuol dire è proprio questo, che la nostra vita
spirituale se vissuta con sincerità e lealtà, non va verso
il complesso ma verso il semplice. Noi pensiamo che la santità
sia il punto di arrivo di una lunga scalata, invece è la
riduzione al semplice. Semplicità è il nulla, l’essere completamente
abbandonati. Lasciare che Lui faccia di noi quello che vuole,
l’abbandono completo alla sua volontà. Ed è anche un momento
di limpidità di spirito, di leggerezza.
Quando pensavo alla vecchiaia, pensavo a un’epoca molto
triste, perché certo il corpo non diventa più agile nel
tempo, però c’è un cammino inverso tra l’interiore e l’esteriore,
tra lo spirito e il soma. Mentre il nostro corpo diventa
più pesante, più noioso, più molesto, lo spirito diventa
sempre più semplice, sempre più essenziale, sempre più leggero.
Non ti si chiede nulla: che cosa chiede Dio, che cosa chiede
Gesù, che cosa chiede lo Spirito? Vi accorgete che non vi
chiede nulla, solamente di ascoltarlo, di vivere con lui,
di fargli compagnia. Vi dico questo perché impegnandosi
seriamente nella vita spirituale, lasciando da parte l’aspetto
dottrinario della fede e cercando di viverla intensamente
facendo la volontà del Padre ogni giorno, si scopre che
Dio non ci chiede cose sempre più difficili come quando
si studia che si passa dal semplice al complesso, a qualcosa
che ci impegna sempre di più intellettualmente. La vita
spirituale va in senso contrario, va verso la semplificazione.
San Tommaso dopo aver concluso il suo lavoro si volta indietro
e dice: tutto non è che paglia, tutti i volumoni della Summa
Theologica non servono più a nulla. Tutto questo a un certo
punto sparisce. Sparisce dall’orizzonte. E allora che cos’è
la vita spirituale? Abbà, Padre! Nient’altro.