Home page :: Associazione Oreundici   Incontri
  Formazione
  Solidarieta'
filetto_rosso
   
 
SETTEMBRE 2009

 

 
 

Torna alla home page Busta Stampante
 

   
   
● Per ricevere i Quaderni
Scrivi alla redazione
  L'archivio dei Quaderni
  TORNA AL SOMMARIO

 

DIVENTARE SEMPLICI - di ARTURO PAOLI

Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli. Se Gesù ci avesse invitati a fare penitenza, a studiare bene la Bibbia, a compiere opere buone, potremmo mettere tutta la nostra buona volontà e potremmo farcela.
Diventare come bambini è l’unica cosa che non possiamo simulare, perché se cerchiamo di diventarlo bamboleggiamo, sembriamo degli scemi. Essere bambini, essere semplici. Non è il risultato della nostra volontà ma di uno spogliamento che non possiamo fare da noi, ma viene fatto dalla grazia di Dio. È una semplificazione inattesa, mai uno immaginerebbe che la vita potesse arrivare a questa riduzione. Quando eri giovane ti vestivi, andavi dove volevi, decidevi della tua vita, ora che sei vecchio qualcuno ti cingerà e ti porterà dove tu non vuoi. Quello che Gesù vuol dire è proprio questo, che la nostra vita spirituale se vissuta con sincerità e lealtà, non va verso il complesso ma verso il semplice. Noi pensiamo che la santità sia il punto di arrivo di una lunga scalata, invece è la riduzione al semplice. Semplicità è il nulla, l’essere completamente abbandonati. Lasciare che Lui faccia di noi quello che vuole, l’abbandono completo alla sua volontà. Ed è anche un momento di limpidità di spirito, di leggerezza.
Quando pensavo alla vecchiaia, pensavo a un’epoca molto triste, perché certo il corpo non diventa più agile nel tempo, però c’è un cammino inverso tra l’interiore e l’esteriore, tra lo spirito e il soma. Mentre il nostro corpo diventa più pesante, più noioso, più molesto, lo spirito diventa sempre più semplice, sempre più essenziale, sempre più leggero. Non ti si chiede nulla: che cosa chiede Dio, che cosa chiede Gesù, che cosa chiede lo Spirito? Vi accorgete che non vi chiede nulla, solamente di ascoltarlo, di vivere con lui, di fargli compagnia. Vi dico questo perché impegnandosi seriamente nella vita spirituale, lasciando da parte l’aspetto dottrinario della fede e cercando di viverla intensamente facendo la volontà del Padre ogni giorno, si scopre che Dio non ci chiede cose sempre più difficili come quando si studia che si passa dal semplice al complesso, a qualcosa che ci impegna sempre di più intellettualmente. La vita spirituale va in senso contrario, va verso la semplificazione.
San Tommaso dopo aver concluso il suo lavoro si volta indietro e dice: tutto non è che paglia, tutti i volumoni della Summa Theologica non servono più a nulla. Tutto questo a un certo punto sparisce. Sparisce dall’orizzonte. E allora che cos’è la vita spirituale? Abbà, Padre! Nient’altro.

 
   
banner_inferiore