L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari amici,
Dedichiamo questo quaderno al
tema del “confine”. Per introdurre l’argomento prendo spunto
dal bel film di Giuseppe Tornatore La leggenda del pianista
sull’oceano dove il protagonista dice: “Il pianoforte ha
ottantotto tasti e si possono suonare un numero infinito
di sinfonie. Se i tasti fossero infiniti sarebbe impossibile
suonare anche una sola melodia”. In tutte le situazioni
della vita vi è un confine che definisce ciò che una realtà
è e ciò che non è. Questo avviene con i confini geografici,
ma anche con le istituzioni, con le leggi, nella nostra
vita relazionale. Ognuno di noi, nel cammino della sua maturità,
ha strutturato dentro di sé un proprio confine. Il confine
mi dice ciò che sono e ciò che non sono. Infelicemente nella
società attuale, e di conseguenza nelle persone che vengono
formate da questa cultura, il concetto di confine si fa
sempre più indefinito. Pensate solo al tema dell’identità
sessuale, quali messaggi nella pubblicità e negli intrattenimenti
televisivi sfumano sull’identità di genere. Non parliamo
poi delle regole, che sono indispensabili anche per giocare
e persino per barare. Se poi, pensando alle nostre comunità,
dovessimo definire chi è il cattolico oggi, avremmo un ventaglio
così ampio di possibilità che sarebbe difficile raggiungere
una definizione condivisa.
La domanda allora è: ha ancora valore il confine? Dobbiamo
avere chiara la consapevolezza di dove stanno i confini,
per non cadere in una confusione totale. I giovani vivono
tristemente questa mancanza di chiarezza ed esprimono il
loro disagio con il disorientamento o attaccandosi a modelli
estremamente rigidi e contenitivi. Forse dobbiamo avviarci
verso un modo di vivere “sui confini”, senza rinunciare
alla chiarezza della propria identità. Intorno al confine
possono scoprirsi nuove ricchezze fatte dall’integrazione
delle differenze. Pensate quante novità possiamo trovare
sui confini che riguardano la cultura, l’arte, la filosofia,
la spiritualità, la teologia. Il confine può essere il luogo
del nuovo e della speranza in mezzo a tante difficoltà.
Con questo quaderno iniziamo a presentare alcuni personaggi
che nella Chiesa o nella società hanno espresso qualcosa
di nuovo, di caratteristico e di importante. Incominciamo
con Carlo Carretto, nella ricorrenza dei cento anni dalla
sua nascita. Piccolo fratello di Charles de Foucauld, noto
alla generazione che ha vissuto la stagione del Concilio,
Carretto ci è molto caro non solo per averlo conosciuto
e frequentato ma anche perché ha segnato nel mondo cattolico
un percorso di spiritualità indirizzato ai giovani. Spello
è il luogo dove lui, dopo aver lasciato l’Azione cattolica,
ha continuato ad offrire ai giovani e a tutti un’opportunità
di esperienza spirituale basata sull’interiorità, il silenzio
e l’amicizia.
don Mario