L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari amici,
ogni esistenza è avvolta da
un grande mistero, solo la preghiera crea uno squarcio che
ci permette di guardare oltre. Questo quaderno sulla preghiera
vuol essere uno strumento per riflettere su questo tema
così centrale per la spiritualità. Sono tante le cose che
si possono dire sulla nostra esperienza del rapporto con
ciò che ci supera, che ci trascende. Ognuno di noi ha un
modo tutto suo di pregare. È un’esperienza profondamente
personale quella del colloquio con Dio. È il nostro grande
compagno sempre presente col quale ci sfoghiamo, ci arrabbiamo
e in certi momenti ci consoliamo. Sono tante le domande
che gli facciamo e da cui ci aspettiamo una risposta. È
piacevole sentire la sua presenza, sentirci avvolti dalla
sua tenerezza, sentirci accolti nei momenti di sconforto
e di sofferenza, sentire che Lui c’è quando proprio non
ce la facciamo. È bello poterlo coniugare e interscambiarlo
con i termini vita e amore. Dio, l’amore e la vita diventano
un tutt’uno che a seconda dei momenti ci parla di Lui. Il
rammarico più grande è quello di non avere nelle nostre
giornate spazi di silenzio e di interiorità, per poter mettere
in contatto ciò che viviamo con ciò che Dio rappresenta
per noi. È importante ogni giorno purificare l’immagine
di Dio che abbiamo in noi per renderla più viva, più vicina,
più presente dentro ciò che viviamo. Ci aiuta in questo
nostro cammino verso Dio l’esempio di Cristo che aveva con
Lui un dialogo continuo e profondo. La grande sfida della
preghiera è quella di avere sempre dentro di noi uno spazio
di attesa e di ascolto anche quando non lo sentiamo presente
e la sua voce tace. Qualcuno ha definito prodigiosa e tremenda
l’assenza di Dio. Ci porta a fare nostre le parole della
Etty Hillesum (Diario): “Tu taci, mio Dio, ecco che capisco!
Tu hai solo la mia bocca per gridare, solo la mia bocca
per parlare, solo le mie mani per fare”.
don Mario