STORIE
DI VITA - di Paula Lemos
Essere nuovi come ogni giorno che nasce scriveva
il poeta David Maria Turoldo. Così vorremmo fosse la vita
a Madre Terra: sempre nuovi, sempre aperti alle novità che
la realtà ci propone. E la realtà dei ragazzi di Madre Terra,
che rispecchia la vita in quel pezzo di mondo, è sempre
molto movimentata e ci interroga continuamente. Qualche
volta dimentichiamo il passato che portano sulle spalle
o la durezza del presente di chi deve iniziare a vivere
autonomamente costruendo il proprio futuro. In questo sforzo
c’è chi ha più facilità e chi fa più fatica. C’è chi non
sa quale direzione prendere e chi non si “accontenta” di
quello che ha davanti. Viviamo con loro questa inquietudine,
questa ricerca, disponibili a offrire un aiuto ma sempre
attenti a non trattenerli. Ecco alcuni flash sulla vita
dei giovani in questo ultimo periodo.
Un ragazzo di 20 anni, che vive nella favela, ha lavorato
per qualche mese al progetto e poi è scomparso, per due
motivi: la distanza tra la sua casa e la chacara (fattoria)
e la stanchezza. Dopo qualche tempo è riapparso ed era irriconoscibile:
sporco, affamato, dimagrito, triste. La prima accoglienza
ha voluto dire restituirgli igiene, alimentazione e accompagnarlo
alle visite mediche. Tutto senza effetti. Geneci con la
sua attenzione carinhosa (affettuosa) è andata a verificare
la sua situazione nella favela. Come poteva cambiare se
continuava a vivere in mezzo alla sporcizia, dormendo per
terra e senza avere di che mangiare? Come poteva avere la
forza per lavorare? Allora Geneci lo ha aiutato a cercare
una casa dove lui e un altro ragazzo possano vivere dignitosamente.
Un altro giovane è ritornato a Madre terra dopo aver terminato
il servizio militare obbligatorio, chiedendo di lavorare
nella chacara anche perché convive con una ragazza che è
incinta. Il fatto di convivere con una ragazza e avere un
figlio in età molto precoce è comune tra i giovani brasiliani.
Un ragazzo di 24 anni, agricoltore, appartenente a una famiglia
che ha vissuto in un assentamento (insediamento) del movimento
Sem terra, è venuto a cercarci perché aveva sentito parlare
di Madre Terra. Conosce il lavoro agricolo e la vita in
gruppo, è un gran lavoratore, responsabile e sereno. Dopo
qualche settimana ha commentato: “A Madre Terra si vivono
gli stessi valori proposti dai Sem terra ma in un clima
più libero, creativo e di condivisione”.
Per rispondere alle storie di questi ragazzi ( attualmente
sono dieci) dobbiamo dare ogni giorno una risposta formativa
e di lavoro, oltre a portare avanti lo sviluppo della fattoria.
Quest’anno abbiamo in progetto di realizzare le due scuole
di formazione: agricoltura e falegnameria. Vogliamo anche
far partire la cooperativa di produzione, per iniziare il
processo di autonomia economica della chacara. Presto verrà
in Italia Reginaldo per imparare il mestiere nella azienda
di falegnameria di Tarcisio Pacini a Lucca e assumere poi
la responsabilità dei ragazzi in formazione a Madre Terra.
Stiamo attivando anche piccole esperienze di accoglienza
di amici e volontari italiani. Nelle ultime settimane del
2009 due studentesse romane hanno trascorso alcuni giorni
a Madre Terra per fare la loro tesi sulla condizione giovanile
a Foz do Iguaçu. Anche quest’anno cercheremo di favorire
queste esperienze di interscambio e di amicizia tra giovani
brasiliani e italiani.
(gennaio 2010)