L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari amici,
vi sarete chiesti come mai parliamo
del gioco e quali siano le sue relazioni con la spiritualità.
Il gioco è stato nel percorso di sviluppo di ognuno una
delle dimensioni più importanti per la costruzione della
propria identità. Il gioco è stato una gioia condivisa nella
quale ci mettevano in relazione con gli altri. Era finzione
ma anche realtà, immaginazione e fantasia, era entrare in
uno spazio virtuale, uscire dalla dimensione del tempo e
poi vivere la gioia di ritrovarla. Dimenticavamo la fame,
la sete, il sonno tanto eravamo presi dalla serietà del
gioco. Che cosa è rimasto di tutto questo nella nostra vita?
Esiste ancora uno spazio nel quale “interrompiamo” la routine
quotidiana e possiamo giocare tra finzione, realtà, relazione
e fantasia? In Brasile mi soprendo ad ammirare la puntualità
con cui i nostri ragazzi settimanalmente giocano al calcio,
è un appuntamento che non possono disattendere. Questi giovani
che hanno difficoltà nella vita quotidiana nel gioco si
trasformano, diventano sicuri, sanno mettersi in relazione
con gli altri, sanno sfidare se stessi e gli altri, sanno
arrabbiarsi e godere, sanno fraternizzare fra di loro, sanno
rispettare le regole del gioco, e qualche volta trasgredirle.
Spesso oggi noi viviamo appesantiti da mille difficoltà
e avremmo bisogno di ricorrere a quella sorgente di vita
che è l’immaginazione, per dare senso a tanti aspetti irrazionali
della nostra esperienza, per conferire alle cose esistenti
attorno a noi il nostro contributo, il modo nostro di vedere
le cose in maniera autentica e creativa. Tutte queste dimensioni
attinenti al gioco sono da ricuperare per vivere in forma
alternativa l’esperienza quotidiana. Nel campo della spiritualità
oggi più che mai si sente il bisogno di orizzonti nuovi.
I giovani, e non solo loro, attendono una parola nuova e
carica di vita, che esprima sogno ma anche un forte legame
con le difficoltà della vita. Creatività, nuove esperienze,
modalità nuove di simbolizzare ricchezze antiche debbono
diventare la valuta corrente delle nostre comunità e delle
nostre Chiese. Un aspetto che colpisce leggendo i vangeli
è il grande sforzo che Gesù faceva nell’inventare parabole
e immagini per comunicare alle persone che le ascoltavano
le sue intuizioni e tutta la ricchezza di vita che lui portava
dentro. Se mettessimo insieme questi due vocaboli, gioco
e spiritualità, ne guadagnerebbe certamente la nostra vita
quotidiana e soprattutto la relazione con le persone che
ci sono accanto.
don Mario