L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari amici,
complimenti! Avete trovato il
tempo e la forza per fermarvi e dedicarvi alla lettura.
Questo numero del quaderno vuole aiutarci a prendere coscienza
di un grave condizionamento del nostro tempo: la fretta.
Thomas Merton sosteneva che la fretta genera violenza verso
gli altri ma soprattutto verso noi stessi. Crea una forma
di divisione dentro di noi in modo che una parte guida la
nostra vita quotidiana con una forma di automatismo, una
specie di pilota automatico, mentre con l’altra si pensa
e si svolgono le diverse attività. Perdiamo così la connessione
tra il nostro corpo, con i suoi stimoli e i suoi messaggi,
e la parte cosciente. Viviamo due realtà separate che ci
fanno perdere la consapevolezza del vivere. Il tempo ci
sfugge di mano e ci ritroviamo oltre le cose senza che vi
abbiamo preso parte con tutti noi stessi. Gli esperti ci
dicono che dietro la frenesia del fare vi è il bisogno di
coprire l’ansia connessa con l’esperienza della vita. La
paura del vuoto ci spinge a riempire oltre misura tutti
gli spazi. È difficile interrompere questo tremendo automatismo
di cui tutti siamo schiavi.
“Interrompere” è un termine caro a noi di Ore undici. Tra
un’attività e l’altra dobbiamo imparare a concederci uno
spazio che ci separi dalle attività concluse e ci prepari
a quello che ci aspetta. L’amore alla nostra vita e a quella
delle persone care ci chiede di fermarci e di essere totalmente
presenti a ciò che facciamo e viviamo. La spiritualità ci
aiuta a ritrovare il senso e il gusto del vivere. Il piacere
del semplicemente vivere, con le sue piccole e grandi cose,
dovrebbe diventare l’obiettivo di ogni esistenza. Ridare
valore a tutto ciò che i nostri cinque sensi ci trasmettono,
fermarsi e assaporare le sensazioni e le emozioni può riappacificarci
con le inevitabili difficoltà quotidiane. Non essere proiettati
verso il dopo, non essere risucchiati dal passato ma vivere
nel presente momento per momento, ci darà serenità e pace.
Il programma delle attività estive offre molte occasioni
di interruzione. Vi aspetto
don Mario