LA
TERRA E' ANCORA MADRE? LA NOSTRA SOCIETA' HA RIMOSSO IL
FEMMINILE - di Arturo Paoli
A parlare della terra possiamo cominciare
dall’attributo che le hanno dato gli antichi, terra
madre, madre terra? Possiamo come Francesco fissare
lungamente lo sguardo e cogliere con gioia i fiori coloriti
che sbocciano fra le zolle turgide come i seni di una madre
che allatta il primo figlio? Mi richiamano alla realtà le
impressioni raccolte da uno sguardo ben diverso: secondo
Jung la società occidentale si è costituita sulla progressiva
rimozione del femminile e ha perso così la possibilità di
attingere alle risorse collegate con quell’universo simbolico.
Questa rimozione è oggi radicale e il soggetto che si trova
alle soglie del terzo millennio è un soggetto fortemente
scisso e identificato con l’ego ipertrofico e unilaterale
che ripropone e amplifica all’estremo l’atteggiamento verticalizzante
del “titano”. Ho inaugurato in Brasile una piccola
società che ha preso il nome di Madre Terra sperando che
al suo nome corrisponda la realtà. Voglio allontanare da
me pensieri tristi; ma non posso rimuoverli senza esternarli.
E penso alla Monsanto che ha il monopolio delle sementi.
Perché faticare tanto a liberare il grano dalla zizzania?
Gesù consigliava di lasciare crescere il grano insieme a
cattive compagnie, ma era solo una parabola. I semi distribuiti
dalla Monsanto pare abbiano questa virtù, ma il difetto
di essere sterili: il contadino non può conservarli perché
diano vita alle messi della prossima stagione. E se non
ha mezzi economici per acquistare nuovi semi dalla Monsanto
e per concimare la terra che sta per morire? Se ne deve
andare ad aumentare il numero delle baracche nella periferia
della città più vicina. Se i nostri pensieri non sono guidati
dal pensiero dell’altro inevitabilmente portano morte. E
così uccidono la madre terra. È vero, possiamo
creare intorno ai nostri palazzotti degli splendidi giardini;
ma spesso presentano l’immobilità dei cadaveri. Come e quando
potrà avvenire il rinascere che Gesù propone a Nicodemo
che lo interroga? Con il ritorno del femminile rimosso.
Mai come oggi l’umanità ha avuto l’urgenza di arrestare
la sua corsa folle e disporsi ad ascoltare la voce interiore,
di recuperare la propria capacità di essere grembo ed accogliere
l’altro da sé. Mi giungono queste parole all’epilogo della
mia vita e sento il mio cuore riempirsi di gioia perché
con timore e tremore le sento guidate dallo Spirito. Mi
sono prefisso di essere fedele al celibato promesso; ma
ho coltivato l’amore alla donna, come testimoniano due pubblicazioni,
Camminando s’apre cammino e Il sacerdote e la donna.
Sento una grande riconoscenza verso lo Spirito Santo per
non avere rimosso il femminile. E per avere trovato nella
donna povera delle favelas dell’America Latina
l’attesa e il bisogno di amore. Mi sono accorto dopo qualche
anno di vita da sacerdote che il femminile rimosso è la
causa che inaridisce l’anima e così la vita psichica perde
di significato. Per questa stessa ragione, per le esigenze
del mercato, oggi la terra viene considerata come qualunque
oggetto di ferro, di legno o di argento che si può possedere
con il denaro, segno di persone con un’anima inaridita
e una vita psichica atrofizzata. Costoro possono avere
delle amanti e una razionalità insonne per inventare; la
corsa folle della tecnica pensa come difenderli dall’altro
e dagli altri e incoraggiare la possibilità di alleanze
che presentino solo un’utilità per portare avanti i loro
progetti. Sono persone violente che riempiono la società
di mali. Impossibile che nel nostro tempo esista la pace.
Questa gente non potrà mai capire che Gesù è la persona
perfetta perché non porta la carenza del femminile e non
potranno mai capire che una donna che si chiamava Marta
accolse Gesù in casa sua. Sua sorella di nome Maria si sedette
ai piedi del Signore e stava ad ascoltare le sue parole
(Mt 10). Non sono mancati i commenti di quelli che
hanno esperienza di donne pur avendo rimosso il femminile
e sono allo stesso tempo pedofili. Gli hotel a quattro o
cinque stelle della città turistica di Foz do Iguaçu in
Brasile accolgono altri ed altre spesso in tenera età per
i “signori turisti” che sono quelli che hanno rimosso
il femminile e sono soggetti fortemente scissi e si identificano
con l’ego ipertrofico e unilaterale. E anche se mantengono
la coppia giuridica sono persone violente pur nelle vesti
di personaggi politici e affini. Così avviene la morte della
terra, la morte del prossimo e la morte della femminilità
anche nella persona di sesso femminile.
Perché i responsabili della Chiesa non studiano a fondo
la causa di questo dilagare di comportamenti inattesi da
persone che hanno messo il loro futuro a disposizione del
regno di Dio: non sarà la causa la rimozione del femminile?
Quale il rimedio? Pensare un nuovo tipo di coppia e pensarlo
come una nuova apologetica cioè una difesa della fede non
affidata ai sillogismi ma a un nuovo tipo di esistenza.
L’apologetica tradizionale era affidata a studiosi che cercavano
le prove per combattere gli errori contro la fede tradotta
in dottrina. Gli incontri di amicizia potrebbero nascere
spontaneamente. Lo scenario potrebbe essere una passeggiata
lungo mare o in montagna: in quei giorni Maria messasi
in viaggio si recò in fretta verso la regione montagnosa
(Lc 1). Ha bisogno di confidare a un’amica un evento che
l’ha sconvolta. E si ricorda dell’amica lontana; non sarebbe
prudente confidare il fatto avvenuto a ragazze del vicinato.
Un futuro diverso può essere sognato come questo. È possibile?
Lo affermo e lo affido al vento. Per la donna dovrebbe essere
il ritorno del femminile rimosso la vera novità che può
salvare il tempo attuale che sembra contenere la morte della
persona autentica; per l’uomo la verità che si riscatta
da una vita inautentica con il rischio permanente di spengere
per sempre l’amore. È inutile predicare la pace se non si
ricompone la coppia maschile e femminile al livello di amicizia,
che deve essere molto più vasto di quello che si crea attraverso
il dono reciproco dei corpi in vista dell’estensione della
vita. Anzi questo incontro gratuito di amicizia deve costituire
il modello fondamentale per la nascita di famiglie diverse
da quelle attuali, frantumate e divise. Come nel passato
giovani donne e uomini entravano nella vita religiosa rinunziando
spesso con molta sofferenza a un tipo di amore coniugale
e materno per andare incontro ad altre forme di amore, non
meno urgenti e necessarie, anche oggi i giovani dovrebbero
pensare seriamente a come contribuire a salvare la società
che presenta il rischio di portare avanti queste forze distruttive
denunziate da Jung. Personalmente indico questo tipo di
scelta a persone giovanili che coltivano ancora l’ideale
di rendere utile l’esistenza, che è la sola intenzione che
possa assicurare la pace e posso assicurare che sarebbe
una scelta di vita permanentemente fonte di pace e di felicità.
Come nel lontano passato nacquero dei movimenti religiosi
come il benedettino e più recentemente il movimento francescano,
come risposta ai bisogni del tempo, oggi bisogna pensare
a scelte nuove e assolutamente inedite. Un giorno che stavo
per entrare nella chiesa di Monte Senario ho visto arrivare
un gruppo di giovani dei due sessi indossando l’abito francescano
e avevano veramente l’aspetto di persone inondate da quella
letizia predicata da Francesco. Forse il cambio di vesti
potrebbe essere oggi anacronistico, ma a parte l’abito questa
scelta di coppie mi apparve come un segno profetico. Non
sarebbe questo il cambiamento essenziale di una generazione
che ha confuso il sesso con l’amore? Non sarebbe questa
la scelta per una società che ha bisogno di una rinascita?
E l’essere autori di questa rinascita potrebbe essere un
invito stimolante per dei giovani che sentono un richiamo
insistente ad uscire dalla mediocrità e da una forma di
esistenza che viene imposta e finisce per spegnere le risorse
di quello spazio di vita che dovrebbe avere come motto osare
l’impossibile.
Nota: i corsivi nell'articolo sono raccolti
dalla rivista "Il futuro dell’uomo", n. 2, 1996.