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MAGGIO 2010

 

 
 

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LA TERRA E' ANCORA MADRE? LA NOSTRA SOCIETA' HA RIMOSSO IL FEMMINILE - di Arturo Paoli

A parlare della terra possiamo cominciare dall’attributo che le hanno dato gli antichi, terra madre, madre terra? Possiamo come Francesco fissare lungamente lo sguardo e cogliere con gioia i fiori coloriti che sbocciano fra le zolle turgide come i seni di una madre che allatta il primo figlio? Mi richiamano alla realtà le impressioni raccolte da uno sguardo ben diverso: secondo Jung la società occidentale si è costituita sulla progressiva rimozione del femminile e ha perso così la possibilità di attingere alle risorse collegate con quell’universo simbolico. Questa rimozione è oggi radicale e il soggetto che si trova alle soglie del terzo millennio è un soggetto fortemente scisso e identificato con l’ego ipertrofico e unilaterale che ripropone e amplifica all’estremo l’atteggiamento verticalizzante del “titano”. Ho inaugurato in Brasile una piccola società che ha preso il nome di Madre Terra sperando che al suo nome corrisponda la realtà. Voglio allontanare da me pensieri tristi; ma non posso rimuoverli senza esternarli. E penso alla Monsanto che ha il monopolio delle sementi. Perché faticare tanto a liberare il grano dalla zizzania? Gesù consigliava di lasciare crescere il grano insieme a cattive compagnie, ma era solo una parabola. I semi distribuiti dalla Monsanto pare abbiano questa virtù, ma il difetto di essere sterili: il contadino non può conservarli perché diano vita alle messi della prossima stagione. E se non ha mezzi economici per acquistare nuovi semi dalla Monsanto e per concimare la terra che sta per morire? Se ne deve andare ad aumentare il numero delle baracche nella periferia della città più vicina. Se i nostri pensieri non sono guidati dal pensiero dell’altro inevitabilmente portano morte. E così uccidono la madre terra. È vero, possiamo creare intorno ai nostri palazzotti degli splendidi giardini; ma spesso presentano l’immobilità dei cadaveri. Come e quando potrà avvenire il rinascere che Gesù propone a Nicodemo che lo interroga? Con il ritorno del femminile rimosso.
Mai come oggi l’umanità ha avuto l’urgenza di arrestare la sua corsa folle e disporsi ad ascoltare la voce interiore, di recuperare la propria capacità di essere grembo ed accogliere l’altro da sé. Mi giungono queste parole all’epilogo della mia vita e sento il mio cuore riempirsi di gioia perché con timore e tremore le sento guidate dallo Spirito. Mi sono prefisso di essere fedele al celibato promesso; ma ho coltivato l’amore alla donna, come testimoniano due pubblicazioni, Camminando s’apre cammino e Il sacerdote e la donna. Sento una grande riconoscenza verso lo Spirito Santo per non avere rimosso il femminile. E per avere trovato nella donna povera delle favelas dell’America Latina l’attesa e il bisogno di amore. Mi sono accorto dopo qualche anno di vita da sacerdote che il femminile rimosso è la causa che inaridisce l’anima e così la vita psichica perde di significato. Per questa stessa ragione, per le esigenze del mercato, oggi la terra viene considerata come qualunque oggetto di ferro, di legno o di argento che si può possedere con il denaro, segno di persone con un’anima inaridita e una vita psichica atrofizzata. Costoro possono avere delle amanti e una razionalità insonne per inventare; la corsa folle della tecnica pensa come difenderli dall’altro e dagli altri e incoraggiare la possibilità di alleanze che presentino solo un’utilità per portare avanti i loro progetti. Sono persone violente che riempiono la società di mali. Impossibile che nel nostro tempo esista la pace. Questa gente non potrà mai capire che Gesù è la persona perfetta perché non porta la carenza del femminile e non potranno mai capire che una donna che si chiamava Marta accolse Gesù in casa sua. Sua sorella di nome Maria si sedette ai piedi del Signore e stava ad ascoltare le sue parole (Mt 10). Non sono mancati i commenti di quelli che hanno esperienza di donne pur avendo rimosso il femminile e sono allo stesso tempo pedofili. Gli hotel a quattro o cinque stelle della città turistica di Foz do Iguaçu in Brasile accolgono altri ed altre spesso in tenera età per i “signori turisti” che sono quelli che hanno rimosso il femminile e sono soggetti fortemente scissi e si identificano con l’ego ipertrofico e unilaterale. E anche se mantengono la coppia giuridica sono persone violente pur nelle vesti di personaggi politici e affini. Così avviene la morte della terra, la morte del prossimo e la morte della femminilità anche nella persona di sesso femminile.
Perché i responsabili della Chiesa non studiano a fondo la causa di questo dilagare di comportamenti inattesi da persone che hanno messo il loro futuro a disposizione del regno di Dio: non sarà la causa la rimozione del femminile? Quale il rimedio? Pensare un nuovo tipo di coppia e pensarlo come una nuova apologetica cioè una difesa della fede non affidata ai sillogismi ma a un nuovo tipo di esistenza. L’apologetica tradizionale era affidata a studiosi che cercavano le prove per combattere gli errori contro la fede tradotta in dottrina. Gli incontri di amicizia potrebbero nascere spontaneamente. Lo scenario potrebbe essere una passeggiata lungo mare o in montagna: in quei giorni Maria messasi in viaggio si recò in fretta verso la regione montagnosa (Lc 1). Ha bisogno di confidare a un’amica un evento che l’ha sconvolta. E si ricorda dell’amica lontana; non sarebbe prudente confidare il fatto avvenuto a ragazze del vicinato. Un futuro diverso può essere sognato come questo. È possibile? Lo affermo e lo affido al vento. Per la donna dovrebbe essere il ritorno del femminile rimosso la vera novità che può salvare il tempo attuale che sembra contenere la morte della persona autentica; per l’uomo la verità che si riscatta da una vita inautentica con il rischio permanente di spengere per sempre l’amore. È inutile predicare la pace se non si ricompone la coppia maschile e femminile al livello di amicizia, che deve essere molto più vasto di quello che si crea attraverso il dono reciproco dei corpi in vista dell’estensione della vita. Anzi questo incontro gratuito di amicizia deve costituire il modello fondamentale per la nascita di famiglie diverse da quelle attuali, frantumate e divise. Come nel passato giovani donne e uomini entravano nella vita religiosa rinunziando spesso con molta sofferenza a un tipo di amore coniugale e materno per andare incontro ad altre forme di amore, non meno urgenti e necessarie, anche oggi i giovani dovrebbero pensare seriamente a come contribuire a salvare la società che presenta il rischio di portare avanti queste forze distruttive denunziate da Jung. Personalmente indico questo tipo di scelta a persone giovanili che coltivano ancora l’ideale di rendere utile l’esistenza, che è la sola intenzione che possa assicurare la pace e posso assicurare che sarebbe una scelta di vita permanentemente fonte di pace e di felicità.
Come nel lontano passato nacquero dei movimenti religiosi come il benedettino e più recentemente il movimento francescano, come risposta ai bisogni del tempo, oggi bisogna pensare a scelte nuove e assolutamente inedite. Un giorno che stavo per entrare nella chiesa di Monte Senario ho visto arrivare un gruppo di giovani dei due sessi indossando l’abito francescano e avevano veramente l’aspetto di persone inondate da quella letizia predicata da Francesco. Forse il cambio di vesti potrebbe essere oggi anacronistico, ma a parte l’abito questa scelta di coppie mi apparve come un segno profetico. Non sarebbe questo il cambiamento essenziale di una generazione che ha confuso il sesso con l’amore? Non sarebbe questa la scelta per una società che ha bisogno di una rinascita? E l’essere autori di questa rinascita potrebbe essere un invito stimolante per dei giovani che sentono un richiamo insistente ad uscire dalla mediocrità e da una forma di esistenza che viene imposta e finisce per spegnere le risorse di quello spazio di vita che dovrebbe avere come motto osare l’impossibile.

Nota: i corsivi nell'articolo sono raccolti dalla rivista "Il futuro dell’uomo", n. 2, 1996.

 
   
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