L'EDITORIALE
DI MARIO DE MAIO
Cari amici,
Questo quaderno riporta le relazioni,
i dibattiti e le riflessioni dell’incontro avuto a Roma
in data 1 e 2 maggio con don Carlo Molari, Vito Mancuso
e Arturo Paoli.
Coglierete le differenze e le ricchezze dei contributi dei
nostri tre amici. La conclusione che ci portiamo dentro
e ci accompagna nei momenti difficili è la congiunzione
“e”, che diventa voce del verbo essere: fedeltà è cambiamento.
Fedeltà si unisce al termine vivere. A tutti noi sin dall’inizio
della nostra esistenza è affidato il compito di coniugare
questo difficile verbo: vivere. È proprio vero che solo
alla fine di un percorso di maturità, quando l’orizzonte
del confine appare vicino che s’intravede tutta la portata
e tutto il valore del vivere e del semplicemente vivere.
Sono tante le distrazioni e le illusioni che ci possono
distogliere da questo impegno. Persino la religiosità, la
fede, come ci ha recentemente ricordato il cardinal Martini:
se la fede non è unita ad un grande amore per la vita, non
è autentica fede. Vi consegno queste pagine al ritorno dalle
vacanze e alla ripresa delle attività, mi auguro che vi
possano aiutare a ritrovare quello stile di vita fatto di
ascolto, riflessione, silenzio che ci permette ogni giorno
di lasciare i percorsi dove la vita ristagna e orientarci
più decisamente sull’essenziale, sull’ interiorità, e avere
occhi per cogliere dove la Vita sta germogliando qualcosa
di inedito.
don Mario