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Diego Andreatta

Golser: «L'etica ha in mano le chiavi della società»

da "Vita Tridentina" dell'1 agosto 2010

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Teologo moralista, punto di riferimento per il comitato organizzatore, il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser traccia un bilancio positivo, oltre le aspettative. Dai partecipanti abbiamo colto una soddisfazione generale — confida a Vita Trentina - fin dalla prima celebrazione, molto partecipata nella Cattedrale di Trento, insieme ai fedeli trentini, con l'omelia di mons. Bressan.

Il riferimento storico al Concilio Tridentino si è rivelato importante in questi giorni e ha confermato i passi avanti della riflessione storica e teologica. La prospettiva mondiale cosa aggiunge all'etica?

L'ascolto reciproco fra teologi di tutto il mondo consente di cogliere sensibilità e priorità diverse: per gli africani, che qui hanno portato un forte contributo, c'è ad esempio il problema di rapportarsi alle religioni primitive, mentre gli asiatici si confrontano con le altre grandi fedi del loro continente.

Sulla riuscita del convegno pesa l'ottimo contributo iniziale di mons. Bruno Forte. Perché?

Con le sue efficaci metafore — il naufragio a interpretare l'epoca moderna, le credenze religiose come tavole a cui aggrapparsi — l'arcivescovo di Chieti ci ha offerto in quattro tesi la proposta per un orizzonte etico fondato sulla rivelazione biblica: non c'è etica senza trascendenza, non c'è etica senza gradualità e responsabilità, non c'è etica senza solidarietà e giustizia; l'etica, infine, rimanda sempre alla Trascendenza libera e sovrana, ultima e assoluta, rivolta verso di noi.

Negli 80 gruppi di lavoro, con oltre 240 relazioni, si sono analizzati temi particolari. Ci può fare un esempio...

Il mio successore alla cattedra di Bressanone, Martin Lintner ha proposto una riflessione sull'accoglienza delle altre identità etniche e religiose, a partire dal filosofo Lévinas e dalla sua etica del volto. Da dove emerge che quando non si riconosce l'altro, lo si considera una minaccia, il conflitto non trova soluzione. Si può arrivare alla violenza del genocidio oppure al tentativo di assimilazione dell'altro, come quello imposto in Alto Adige dal fascismo che voleva far diventare la nostra terra una qualunque provincia italiana. Al contrario, il nostro "pacchetto" può rappresentare un modello.

Nel convegno quale eco ha trovato lo "scandalo" degli abusi sessuali, più volte denunciato dal Papa?

Non si è nascosto il tema, anzi. In una delle relazioni Regina Anmicht-Quinn ha parlato di colpa e di vergogna, ma è stata anche contestata, perché troppo unilaterale. Per noi moralisti è importante sempre essere anche propositivi, ispirare speranza e soluzioni per superare le crisi.

I teologi e il futuro: come ci possono aiutare a prepararlo?

L'etica ha in mano le chiavi del futuro. Sia la politica che l'economia oggi sono in crisi e quindi c'è la richiesta di valori comuni sui quali argomentare e attraverso i quali trovare una soluzione. O almeno delle piste di riflessione. L'argomentazione morale punta a trovare ragioni valide anche per gli uomini di buona volontà, come ha ben sottolineato l'Arcivescovo di Monaco, mons. Marx. Si è fatto riferimenti anche alle tesi di Böckenförde secondo cui lo stesso Stato democratico liberale ha bisogno di questi fondamenti che sono offerti dalle famiglie, dalle religioni e in generale anche dalla società civile.

 


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