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Teologo moralista, punto di riferimento per il comitato organizzatore,
il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser traccia un bilancio
positivo, oltre le aspettative. Dai partecipanti
abbiamo colto una soddisfazione generale — confida a Vita Trentina
- fin dalla prima celebrazione, molto partecipata nella Cattedrale
di Trento, insieme ai fedeli trentini, con l'omelia di mons. Bressan.
Il riferimento storico al Concilio Tridentino si è rivelato
importante in questi giorni e ha confermato i passi avanti della
riflessione storica e teologica. La prospettiva mondiale cosa aggiunge
all'etica?
L'ascolto reciproco fra teologi di tutto il mondo consente di cogliere
sensibilità e priorità diverse: per gli africani, che qui hanno
portato un forte contributo, c'è ad esempio il problema di rapportarsi
alle religioni primitive, mentre gli asiatici si confrontano con
le altre grandi fedi del loro continente.
Sulla riuscita del convegno pesa l'ottimo contributo iniziale
di mons. Bruno Forte. Perché?
Con le sue efficaci metafore — il naufragio a interpretare l'epoca
moderna, le credenze religiose come tavole a cui aggrapparsi — l'arcivescovo
di Chieti ci ha offerto in quattro tesi la proposta per un orizzonte
etico fondato sulla rivelazione biblica: non c'è etica senza trascendenza,
non c'è etica senza gradualità e responsabilità, non c'è etica senza
solidarietà e giustizia; l'etica, infine, rimanda sempre alla Trascendenza
libera e sovrana, ultima e assoluta, rivolta verso di noi.
Negli 80 gruppi di lavoro, con oltre 240 relazioni, si
sono analizzati temi particolari. Ci può fare un esempio...
Il mio successore alla cattedra di Bressanone, Martin Lintner ha
proposto una riflessione sull'accoglienza delle altre identità etniche
e religiose, a partire dal filosofo Lévinas e dalla sua etica del
volto. Da dove emerge che quando non si riconosce l'altro, lo si
considera una minaccia, il conflitto non trova soluzione. Si può
arrivare alla violenza del genocidio oppure al tentativo di assimilazione
dell'altro, come quello imposto in Alto Adige dal fascismo che voleva
far diventare la nostra terra una qualunque provincia italiana.
Al contrario, il nostro "pacchetto" può rappresentare
un modello.
Nel convegno quale eco ha trovato lo "scandalo"
degli abusi sessuali, più volte denunciato dal Papa?
Non si è nascosto il tema, anzi. In una delle relazioni Regina
Anmicht-Quinn ha parlato di colpa e di vergogna, ma è stata anche
contestata, perché troppo unilaterale. Per noi moralisti è importante
sempre essere anche propositivi, ispirare speranza e soluzioni per
superare le crisi.
I teologi e il futuro: come ci possono aiutare a prepararlo?
L'etica ha in mano le chiavi del futuro. Sia la politica che l'economia
oggi sono in crisi e quindi c'è la richiesta di valori comuni sui
quali argomentare e attraverso i quali trovare una soluzione. O
almeno delle piste di riflessione. L'argomentazione morale punta
a trovare ragioni valide anche per gli uomini di buona volontà,
come ha ben sottolineato l'Arcivescovo di Monaco, mons. Marx. Si
è fatto riferimenti anche alle tesi di Böckenförde secondo cui lo
stesso Stato democratico liberale ha bisogno di questi fondamenti
che sono offerti dalle famiglie, dalle religioni e in generale anche
dalla società civile.
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