Lettera alla mamma del Presidente del Brasile, morta nel 1980

Testimonianza di Frei Betto

Cara Signora Lindu
Suo figlio Lula dal 1° gennaio 2003 sarà il Presidente del Brasile.
Mi ricordo di lei nella casetta di S. Bernardo do Campo dove lei abitava con la sua famiglia. Ho celebrato il suo funerale nel 1980. Suo figlio ha partecipato ammanettato, cercato da poliziotti del DOPS, prigioniero della Dittatura militare a causa della sua leadership negli scioperi della zona industriale di S. Paulo ABC . Ebbi paura quando in quella circostanza sentii la discussione tra i metalmeccanici se fosse opportuno liberarlo dalle mani dei poliziotti.
Signora Lindu, lei era analfabeta, povera, emigrata e di una dignità rispettabilissima. Suo marito ha lasciato Garanhuns ed era venuto a S. Paulo cercando lavoro. Qualche tempo dopo, lei, insieme ai suoi sette figli, in un "pau- de- arara" (tipico camion che trasporta gli emigranti dal Nord al Sud del Brasile) ha percorso la strada dietro a lui. Lula aveva sette anni e quando ha incontrato suo padre egli aveva formato un'altra famiglia. Davanti all'abbandono in cui la madre ed i fratelli si sono trovati, Lula ha lavorato come lustrascarpe, ambulante e operaio in tintoria.

Ora, signora Lindu, egli onora l'eredità che lei gli ha lasciato: il coraggio di fronte alle sfide della vita. Malgrado il dito che ha perso nel lavoro, non si è scoraggiato e ha continuato la sua professione di tornitore-meccanico; non si è disperato, quando, per mancanza di assistenza sanitaria ai poveri, sono morti sua moglie ed il bambino che portava in grembo; non ha avuto paura neanche della dittatura quando ha denunciato la frode degli indici salariali e quando ha portato i metalmeccanici dell'ABC a degli scioperi storici.
Suo figlio, signora Lindu, ha vinto. E' diventato famoso non perché ha un diploma, ma perché ha creato il partito più etico e combattivo del paese; ha fondato la CUT (centrale unitaria dei lavoratori); si è candidato per ben quattro volte a presidente della Repubblica e ha portato la speranza a milioni di brasiliani. Lula ha insegnato al Brasile che è possibile fare politica con decenza, con trasparenza, con tolleranza nei rapporti personali e intransigenza nei principi.
Grazie, signora Lindu, per aver regalato al Brasile un presidente con capacità di governo, trasparenza etica e profondo amore al popolo, soprattutto a coloro che, come la sua famiglia, hanno provato nella carne e nello spirito la sofferenza e la povertà.
Il Brasile merita un futuro migliore. Il Brasile merita il frutto del suo ventre: Luis Inacio Lula da Silva.

Frei Betto

Frei Betto è nato a Belo Horizonte, in Brasile, nel 1944. Domenicano, giornalista, animatore delle comunità di base e nella pastorale operaia. Subisce l'incarcerazione. Rivolge particolare attenzione alla spiritualità. È teologo, poeta, romanziere. Bibliografia: Dai sotterranei della storia, Mondadori, Milano, 1971. Lettere dalla prigione, Dehoniane, Bologna, 1980. Il lievito nella massa. Comunità ecclesiali di base e politica in Brasile, Emi, Bologna 1982. Battesimo di sangue. I domenicani e la morte di Carlos Marighella, Emi, Bologna 1983 Il giorno dell'angelo. Romanzo, Emi, Bologna 1989. Allucinante suono di tuba. Romanzo, LaPiccola, Celleno 1993. Mistica e spiritualidade (con L. Boff), Rocco, Rio de Janeiro 1994.

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