PACE


La pace oggi si declina inesorabilmente con la giustizia e con la salvaguardia del creato

L'evoluzione del concetto di pace ha subito lo stesso arricchimento che, nella rivelazione cristiana, ha avuto il concetto di Dio.
Nell'economia dell'Antico Testamento, il monoteismo assoluto di Jahvé era il cardine portante di tutta la storia della salvezza. Poi, "quando venne la pienezza dei tempi", Gesù ci ha rivelato che Dio è pluralità di persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Esse vivono così profondamente la convivialità delle differenze, esistono ciè così unicamente l'una per l'altra, che formano un solo Dio. Un solo Dio in tre persone: è la formula con cui noi cristiani esprimiamo il mistero principale della nostra fede.
Si è passati, così, dal monoteismo assoluto al monoteismo trinitario di Dio.
Per la pace è avvenuta la stessa cosa. Siamo giunti alla pienezza dei tempi, ed è balenata alla nostra coscienza la convinzione che la pace oggi si declina inesorabilmente con la giustizia e con la salvaguardia del creato. Siamo passati, per così dire, dal monoteismo assoluto al monoteismo trinitario della pace.
Tutto questo crea scandalo, così come ha creato scandalo Gesù, quando ha proclamato di essere figlio di Dio. Al punto tale che lo hanno ucciso.

Finché per secoli e secoli nelle nostre chiese abbiamo parlato di pace, nessuno ha contestato. Quando sulla scorta della parola di Dio si è scoperta la stretta parentela della pace con la giustizia, si sono scatenate le censure dei potenti. Si è detto che il profeta vuole prevaricare su Cesare. Si è asserito che collegare il discorso della pace, e quindi il discorso della guerra, con discorsi sull'economia perversa che domina il mondo, sulla massimizzazione del profitto, sui debiti del terzo mondo, sulla crescente divaricazione tra nord e sud, sulla violazione pertinace dei diritti umani… significa far parte degli utili idioti. Sicché la giustizia, collocata da Dio stesso accanto alla pace quale sua partner naturale, continua a destare più sospetto di quanto non susciti scandalo quando viene collocata, sia pure come aggettivo, accanto alla guerra. Tant'è che si parla ancora di "guerra giusta". Questa sì che è convivenza contro natura!
Invece per quanto riguarda la pace è giunta la pienezza dei tempi. E come nella pienezza dei tempi Gesù nostra pace ci ha rivelato la paternità di Dio, nostra giustizia, e ci ha rivelato anche lo Spirito che è Signore e dà la vita a ogni creatura, così oggi abbiamo il privilegio di capire che l'annuncio della pace si completa, oltre che con la lotta per la giustizia, con l'impegno per la salvaguardia del creato.

Quello della tutela dell'ambiente non è l'ultimo ritrovato della nostra furbizia brontolona o delle nostre strategie del consenso. Non è ammiccamento alle mode correnti. Ma è un compito primordiale che ci sovrasta come partner dello Spirito Santo, affinché la terra passi dal kaos, cioè dallo sbadiglio di noia e di morte, al kosmos, cioè alla situazione di trasparenza e di grazia. Quando celebriamo la Pentecoste ripetiamo l'invocazione "Manda il tuo Spirito, Signore: tutto sarà ricreato e rinnoverai la faccia della terra". La faccia della terra. La crosta della terra. La pelle di questa nostra terra deturpata dagli inquinamenti, invecchiata dalle nostre manipolazioni, violentata dalle nostre ingordigie.
Ebbene, questa pelle diventerà fresca come la pelle di un adolescente. E si realizzerà la splendida intuizione di Isaia che, addirittura invertendone l'ordine, aveva collegato insieme salvaguardia del creato, giustizia e pace "In noi sarà infuso uno Spirito dall'alto. Allora il deserto diventerà un giardino… e la giustizia regnerà nel giardino… e frutto della giustizia sarà la pace" (32, 15-17). Il deserto quindi diventerà un giardino. Nel giardino crescerà l'albero della giustizia. Frutto di quest'albero sarà la pace!

C'è da chiedersi: è mai possibile che questa visione trinitaria della pace, così saldamente fondata sulla sacra scrittura, abbia tanto stentato a diffondersi perfino nelle nostre chiese? La risposta è semplice: se solo ora dal monoteismo assoluto della pace siamo passati al monoteismo trinitario, è perché siamo giunti davvero alla pienezza dei tempi. Il che non significa che ormai il discorso sia acquisito. Tutt'altro. Come per il discorso trinitario su Dio, nei primi dieci secoli del cristianesimo si sono sostenute tante lotte, sono scoppiate tante dispute e si sono celebrati tanti concili, così sarà per il discorso trinitario sulla pace. Nice… Costantinopoli… Efeso! Assisi… Basilea… Seoul!



Tonino Bello
(Dal libro di Antonio Bello Temi generatori, Abbecedario del futuro. Ed. Insieme 1995)

Antonio Bello è stato vescovo di Molfetta e Presidente Nazionale di Pax Christi. Il suo impegno pastorale è stato caratterizzato dalla pace, dalla nonviolenza, dalla solidarietà, dall'accoglienza dell'altro. Vescovo scomodo, perché testimone di uno stile di vita non solo predicato ma soprattutto praticato. I libri di don Tonino sono stati pubblicati dalle edizioni La meridiana soprattutto nella collana PagineAltre. Dopo la sua morte è stata istituita la Fondazione don Tonino Bello con sede ad Alessano, suo paese d'origine.

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