| Libri/Prima la Chiesa, poi l'uomo |
di Joseph Comblin - Edizioni La Meridiana, 2002
E' già iniziato
il bilancio di questo papato. Da una parte l'immensa popolarità personale di
papa Giovanni Paolo II e l'esaltazione delle sue notevoli capacità mediatiche.
Dall'altra la crescente marginalità del messaggio della chiesa nella coscienza
dell'uomo d'oggi. Piace papa Woitjla, la sua persona è perfino venerata ma,
senza problemi, si vive ignorando le cose che dice. Non è una contraddizione
ma la risposta a una chiesa che appare più trionfalistica che evangelica. La
situazione è nuova. La chiesa di oggi deve rinunciare alla protezione di forze
esterne come i poteri temporali. Per la prima volta nella sua storia può scegliere
tra una posizione conservatrice e una più profetica. Tra una presenza più coraggiosa,
audace nella società, e una più incisiva affermazione della propria identità.
Tra il mondo come creazione di Dio, scena della sua storia di salvezza o il
mondo come pericolo, aggressione, tentazione da cui difendersi. Con Giovanni
Paolo II la chiesa ha scelto, rovesciando il Concilio Vaticano II, di forzare
la sua autonomia fino a dare l'impressione di voler custodire la cristianità
rispetto al mondo. Il risultato è questo impressionante deficit di Vangelo.
E ora? Bisogna attendere un nuovo giorno, secondo l'incessante ritmo che vede
avvicendarsi da sempre, nella storia della chiesa, la luce alle tenebre. Così
l'autore di queste densissime pagine, scritte con una franchezza ormai inconsueta,
induce a riconsiderare, con l'occhio dei poveri, non solo le ragioni storiche
di questa regressione ma anche i semi della speranza che lo Spirito semina anche
nella notte.
Joseph Comblin (1923), teologo belga, da molti anni risiede e vive in Brasile. E' uno dei più grandi conoscitori dei problemi teologici ed ecclesiali dell'America Latina. E' membro della Sociedade de Teologìa y Cîencias da Religião (Soter) di Belo Horizonte. Dal 1988 è professore emerito di teologia all'Università Cattolica di Louvain in Belgio.