| Sommario - Maggio 2003 | |
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"la parola
mistero non è sinonimo di enigma o di problema, il mistero è incomprensibile
ma non è inintellegibile, se fosse tale sarebbe un assurdo. Il mistero si riferisce
alla dimensione profonda della realtà ed è questo nucleo ultimo che dà senso
a tutto ciò che esiste. Per questo lo stesso essere umano è un mistero ed è
creato per il mistero. L'intelligenza e l'amore umani sono capaci di portare
il mistero, anche se tante volte il peccato spinge la ragione a pretendere di
eliminarlo. La persona umana, in quanto intelligente e libera, è orientata dall'interno
in modo ineludibile al mistero. Questo orientamento che trae origine nella profondità
più recondita del nostro essere ci costituisce persone". Questo brano che
prendo dall'ultimo libro di don Bernardo Olivera, abate generale dei cistercensi
riformati, ci offre l'opportunità di riparlare della passione per la vita.
La vita è l'unica realtà che ci appartiene profondamente, di cui abbiamo la totale disponibilità. L'amore per la vita non lo impariamo con l'insegnamento ma ci è trasmesso dall'amore che abbiamo ricevuto. Purtroppo molte volte la nostra vita è qualcosa che accade mentre noi pensiamo ad altro e ce ne perdiamo il piacere e il sapore.
Nel periodo pasquale abbiamo rivissuto l'amore che Gesù aveva per la sua vita e per quella dei suoi amici, amore che sconfinava nella passione e nella tensione per tutte le sfumature di vita. Era così profondamente in contatto con l'autore della vita che con le sue parole ci parlava del portare la vita piena ed eterna come principale missione del suo vivere. Nel tempo abbiamo trasformato questo concetto in qualcosa di astratto, etereo, spirituale che non interessa e non convince nessuno. Il vivere nella sua complessità richiede una grande capacità di consapevolezza e di riflessione per riscoprirne la dimensione di mistero. Ogni giorno è una pagina nuova di questo mistero che ci viene offerta e che può essere accolto soltanto da chi ha il coraggio di fermare il ritmo delle attività per cogliere e godere la semplicità e profondità del mistero.
Don Mario
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