Sommario - Luglio 2004



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Cari amici,

nello scegliere il tema del convegno di Trevi "Semplicemente vivere" avevamo la consapevolezza dell'impegno che ci prendevamo. Nei nostri propositi volevamo timidamente ma decisamente invitare gli amici a fermarsi, o a fermare per alcuni giorni le attività della vita, per chiederci insieme il senso del vivere. Tutti siamo impegnati a come "salvare la propria vita" e a non "perderla".

Nell'esperienza del vivere credo che c'è una dimensione, quella legata con il nostro corpo, che ci accompagna fedelmente in questa avventura e che va riscoperta e valorizzata. Non so per quali fenomeni culturali, gli studiosi ce lo diranno, si è creata come una scissione nella nostra mente con la consapevolezza di ciò che avviene nel nostro corpo. Eppure è il compagno fedele e paziente su cui poggia tutta la nostra esistenza. Fedele perché non manca mai di mandarci puntuali messaggi, qualche volta anche dolorosi, per dirci quanto esageriamo nel rotolare e non ci concediamo i necessari spazi di recupero e di elaborazione che la vita richiede. Paziente perché sopporta tutte le nostre sconsideratezze alimentari e fisiche che contrastano con l'armonia che la natura ci chiede di osservare.

Nel programmare il convegno, pur con i limiti ambientali della struttura che ci ospita, abbiamo cercato di equilibrare spazi per la riflessione e il silenzio con momenti per l'ascolto degli altri, di noi stessi e del nostro corpo. Lo sfondo su cui lavoreremo rimangono però le parole e la vita di Gesù che, in tutti i toni, ha cercato di far capire agli uomini come il suo obiettivo era quello di offrire a tutti la vita e la pienezza della vita in senso reale, cioè la vita che tutti i giorni viviamo, in tutti i suoi aspetti. Il "semplicemente vivere" rimane naturalmente un obiettivo che può avere come punto di partenza il nostro incontro di Trevi a cui vi aspetto numerosi.

Don Mario

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