| René Voillaume - "Come loro", come Gesù a Nazareth |
Una vocazione di presenza tra il popolo
"Gesù
ti ha stabilito per sempre nella vita di Nazaret. Sia essendo solo che con altri
fratelli, assumi come obiettivo la vita di Nazaret, in tutto e per tutto nella
sua semplicità ed ampiezza… non un abito particolare, come Gesù a Nazaret, non
clausura, come Gesù a Nazaret, non una casa lontana da luoghi abitati ma vicina
a villaggi, come Gesù a Nazaret, non meno di otto ore di lavoro al giorno, come
Gesù a Nazaret, non grandi terreni, non grandi case, non forti spese e neppure
abbondanti elemosine, ma un'estrema povertà in tutto, come Gesù a Nazaret. In
una parola, in tutto: Gesù a Nazaret. Non cercare di organizzare, prepara lo
stabilirsi dei Piccoli Fratelli del Sacro Cuore di Gesù: se sei solo, vivi come
se dovessi restarlo per sempre; se siete due, tre o più, vivi come se non doveste
mai essere più numerosi. Prega come Gesù, quanto Gesù, facendo come Lui un posto
sempre molto largo alla preghiera… ancora come Lui dà largo posto al Povero
manuale, il quale non corrisponde ad un tempo sottratto ma dato alla preghiera".
Questa pagina, estratta da un diario di Fratel Carlo edatata 22 luglio 1905,
introduce il libro "Come loro" scritto da Réné Voillaume e pubblicato per la
prima volta in Francia con il titolo "Au coeur des masses". E' stato Voillaume
a dare inizio alle fraternità dei Piccoli Fratelli (e delle Piccole Sorelle
insieme a sr. Madeleine) che fratello Carlo aveva pensato senza riuscire a realizzare.
Dal suo libro abbiamo estratto il brano che segue e che presenta il progetto
di vita delle fraternità.
Sono quasi cento anni che il padre Carlo è caduto solo, tradito
dai suoi, alla porta del suo eremitaggio dell'Hoggar. Senza dubbio quando i
suoi primi discepoli sono venuti egli non era più là per riceverli, per tracciare
loro il cammino, raggrupparli attorno a sé e presentarli alla Chiesa. Pochi
anni dopo la sua morte, come risultato della sua azione nel deserto restava
pressappoco niente. I suoi eremitaggi abbandonati, una scuola coranica stabilita
nella cappella di Béni-Abbès e i suoi intimi, testimoni della sua santità eroica,
ripiombati nella decadenza o in una oscura mediocrità morale. Eppure, qual fondatore
ha affondato nella terra più profondamente di lui il germe di future fecondità?
Fin dal suo arrivo nell'Hoggar, il padre aveva fatto costruire la sua ghirba
non lontano dal villaggio di Tamanrasset. Non solo non schiva gli abitanti della
zona, ma va verso di loro, ne ricerca i contatti, fa delle visite, progetta
dei viaggi per vedere delle tribù che vengono solo raramente da lui. E' sempre
a disposizione dei vicini o dei visitatori; è l'amico che si può andare a trovare
a qualunque ora del giorno e della notte. Per lui non si tratta solo di praticare
l'ospitalità, di prestar servizio o di curare un malato, espressioni esterne
e tuttavia ben reali del suo amore: il dono di se stesso ch'egli fa ai suoi
Tuareg va più in là. Cerca di penetrare nei segreti della loro lingua, delle
loro tradizioni, dei costumi che sono come il riflesso della loro anima. Padre
de Foucauld ha fatto di tutto per inserirsi nel paese Ahaggar e vi è riuscito
per qual tanto che era possibile. La sua vocazione è dunque una vocazione di
presenza tra il popolo, di una presenza che vuole essere testimonianza dell'amore
del Cristo. Sappiamo ch'egli si considerava chiamato a "gridare il Vangelo con
la sua vita" e che aveva assegnato alle sue fraternità lo scopo di predicare
in silenzio mediante l'esempio della pratica delle virtù evangeliche. E' per
questo che Fratel Carlo vuol essere mischiato alla popolazione, con il suo
comportamento quotidiano, la sua abitazione, tutto il suo modo di vivere vuol
essere veramente in mezzo a loro, come uno di loro.
In uno spirito di giustizia e nell'esclusivo interesse del popolo tuareg egli collabora con gli ufficiali incaricati dell'amministrazione del territorio. Egli è diventato tuareg sin nel profondo dell'anima. Si è dato in pieno a questi uomini, non solo spiritualmente ma umanamente, poiché sa che la vita cristiana è intimamente legata a tutto il contesto umano della vita. Per queste ragioni non vuole che le sue Fraternità siano numerose, ma vuole dei piccoli gruppi: "Risiedere soli nel paese è un bene. Vi si ha dell'influenza anche senza far gran cosa, perché si diventa del paese. Si è così abbordabili e così piccoli" scriveva padre Carlo. Vuole i suoi Piccoli Fratelli mischiati agli uomini, a piccoli gruppi, senza clausura, partecipanti alla dura esistenza dei poveri. La loro prima missione è divenire fratelli e sorelle dei poveri, non solo amandoli, ma appartenendo socialmente con tutta la loro vita alla classe dei poveri. Questo importa l'obbligo di vivere del proprio lavoro, la scelta del quartiere e dell'abitazione, il ricovero in ospedale in caso di malattia, un certo modo di vivere: tutto deve tradurre l'amore e permettere un contatto amichevole, facile, vero con i poveri. Per il fatto che condividono le condizioni di vita dei poveri, possono essere un esempio confortante di vita cristiana e religiosa alla loro portata. I Fratelli impareranno inoltre ad amare gli uomini in modo più umano, più comprensivo, più rispettoso.
La scelta dei poveri non significa tuttavia per i Piccoli Fratelli scelta di classe. Padre de Foucauld voleva che i suoi Fratelli fossero "Piccoli Fratelli universali". Umilmente devono imparare a rispettare ogni uomo, la mancanza di opere organizzate e il loro spirito di servizio permettono che essi siano facilmente accolti, adottati senza sottintesi da ambienti abitualmente suscettibili e chiusi. Essi parleranno di cose vissute e l'aiutare gli uomini a comprendersi per essere capaci di amarsi è effettivamente un apostolato. L'azione apostolica delle Fraternità può essere solo la conseguenza di una vita semplicissima, vissuta per amore, lo sguardo fisso su Gesù operaio a Nazaret. Queste realtà quotidiane, il lavoro, la preghiera e il servizio del prossimo traggono tutto il loro valore dalla Croce che ha riscattato il mondo.
Fratel Carlo è sempre convinto che la sua missione sia di lavorare a fondare una doppia famiglia di Piccoli Fratelli e di Piccole Sorelle, ma ha forte il presentimento che i suoi discepoli non verranno mentre egli è vivo: "Gesù vuole che io lavori allo stabilirsi di questa doppia famiglia supplicando, immolandomi, morendo, santificandomi, amandolo insomma..". Non solo, aveva anche il senso intimo del genere di morte che l'attendeva e lo aveva desiderato: "pensa che devi morire martire, spogliato di tutto, steso a terra, nudo, irriconoscibile, coperto di sangue e di ferite, ucciso con violenza e dolorosamente". Carlo de Foucauld fu ucciso il 1° dicembre 1916 da una banda di Senussiti venuti dal sud della Tripolitania. Tradito da un vicino, senza una parola si lasciò legare le mani dietro la schiena, in ginocchio davanti alla porta della sua
René Voillaume
Estratto da "Come loro" - La vita religiosa dei Piccoli Fratelli del Padre de Foucauld, di Réné Voillaume, Edizioni Paoline