| Sommario - Dicembre 2006 | ||
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nel comporre
questo numero dei quaderni ci siamo resi conto di quanto sia difficile parlare
dell'amicizia. Tutti desideriamo avere degli amici e soffriamo di non avere
'veri' amici nel momento del bisogno. In realtà, cos'è l'amicizia? Che relazione
può avere con i nostri cammini di spiritualità e di maturità umana? L'amicizia,
come tutti gli aspetti della relazione, si compone di tanti elementi e di diversi
livelli di profondità. Come le altre dimensioni dell'amore, è fatta di intesa,
simpatia, dipendenza, complicità. Nel nostro sviluppo psicologico l'amico è
colui che integra le esperienze affettive in modo diverso dai fratelli e dai
genitori. Dall'amico ci aspettiamo di essere accolti come siamo, senza giudizio,
nel condividere gli avvenimenti positivi, ma soprattutto quelli difficili e
critici della nostra vita. Vi è una dimensione dell'amicizia di cui è difficile
parlare. Riguarda l'area più o meno consapevole di ciò che chiamiamo desiderio
o forza creativa della vita, che ognuno porta dentro di sé. L'amico è colui
che sollecita amorevolmente l'espressione più profonda di noi stessi. Attraverso
l'incontro e lo scambio con lui ci accorgiamo che diventa più facile entrare
in contatto e poi esprimere le nostre potenzialità più recondite o ancora inespresse.
È su questa lunghezza d'onda che dovrebbe svilupparsi l'amicizia che abbraccia
anche la dimensione spirituale, quella a cui forse faceva riferimento Gesù quando
diceva "non vi chiamo più servi ma amici". Questa connotazione dell'amicizia,
come tutte le cose grandi dell'esperienza umana, è un punto di arrivo del cammino
di maturità. È questa forse la caratteristica che nella relazione di coppiua
diventa il punto strutturante della relazione, oltre l'innamoramento e la sessualità,
che curata alimenta nel tempo la qualità dello stare insieme. Naturalmente riprenderemo
questo discorso nei prossimi quaderni e nei nostri incontri, a cominciare dal
convegno invernale dove spero di trovarvi numerosi. Vi auguro di trascorrere
in serenità e profondità le prossime feste natalizie.
don Mario
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