Sommario - Novembre 2006
 

  • Cari Amici - Mario De Maio
  • LE VOSTRE LETTERE - Chi è Gesù?
  • L’ARTICOLO DI FONDO - La paura del nulla - Arturo Paoli
  • IN PRIMO PIANO - La vita e la morte - Ezio Maria Izzo
  • DIZIONARIO - Bioetica
  • L’INTERVISTA - Sergio e Silvia Segre - Morte: peso e benedizione
    FATTI DI VITA - Storie di relazioni e separazioni - Angelo Casati
  • FATTI DI VITA 2 - Il prodigio della nascita - Isabel Allende
  • L’ARTICOLO DEL MESE - Eutanasia - Umberto Galimberti
  • LETTURE - De Senectute di Norberto Bobbio
  • ORE UNDICI SOLIDARIETA’ - E’ nato il Pomar dos amigos


            IL PAGINONE

Cari amici,

un medico, un familiare, una persona cara un giorno dirà di noi: è finita. Il cuore ha cessato di battere, l'aria e il sangue non circolano più. E' la conclusione di ogni movimento, è la vita che si spegne. E' normale provare un brivido di paura di fronte a queste immagini, avvertire un dolore acuto se ci riportano ad un'esperienza vissuta. Tuttavia queste emozioni e questi pensieri ci possono anche dare la consapevolezza di quella energia tanto delicata e potente, che anima tutti noi, e che chiamiamo vita. La nostra fretta e superficialità poche volte ci portano a pensarla, a sentirla, a custodirla e ad assecondarla. La vita è nostra, è in noi, palpita in noi e fuori di noi. Come trovare il tempo per fermarci a contemplarla nella sua sacralità e nel suo infinito mistero? I nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri gesti come si sintonizzano con essa?
Ci sono luoghi, spazi, tempi, circostanze, persone che ci fanno intuire le infinite sfumature della vita, nelle quali sentiamo la bellezza e la profondità del vivere e la semplicità del morire. "Signore fa' che quando arriva la morte mi trovi vivo" disse lo psicoanalista Winnicott per esprimere la relazione tra la vita e la morte. Il teologo Carlo Molari ci insegna che morire è il compimento di una esistenza, che va serenamente pensato e preparato, con l'aiuto delle persone con le quali condividiamo la nostra esperienza umana e di fede. Quali percorsi e quale stile di vita possono aiutarci a sentire la morte come la conclusione naturale del nostro vivere? La dimensione indispensabile in cui ci dobbiamo esercitare ogni giorno è quella dell'ascolto e dell'ascolto amorevole. Ascoltare e riascoltare tutto di noi stessi, il nostro corpo, le nostre parole, i nostri sentimenti, i nostri pensieri, i nostri errori. Ascoltare i processi di vita che ci avvolgono attraverso la natura e le persone che incontriamo sul nostro cammino. Avere occhi e orecchie talmente raffinati per cogliere la vita dove è negata, dove è spenta, dove fa fatica e dove in tutti i modi cerca le strade per continuare ad esprimersi, ma anche per accompagnare tutte le separazioni, i distacchi, le presenze quando stanno diventando assenze.
Su questi temi torneremo nel prossimo convegno invernale, che si svolgerà a Roma dal 2 al 5 gennaio, in cui rifletteremo sulle sfide del vivere e del credere. Vi aspetto

don Mario

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