| Sommario - Ottobre 2006 | ||
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con
questo quaderno anche noi vogliamo dare il nostro contributo alle molte iniziative
sulla pace. Vi dico subito che questo tema è estremamente impegnativo e difficile
se lo si vuole condurre con coerenza e capacità di autocritica. La domanda che
ci mette in crisi è: dove risiedono le radici della violenza? In realtà scopriamo
che noi tutti che facciamo delle marce per la pace, seguiamo delle conferenze
e dei dibattiti, alla fine non siamo pacificati dentro e magari il vicino di
casa o il familiare più prossimo è capace di scatenare in noi rabbia e aggressività
incontrollata. La rabbia è certamente un sentimento che accompagna l'uomo fin
dalla sua nascita. Il problema non è tanto sentirla, ma dove va a finire e quali
sono i sottili meccanismi più o meno raffinati con cui esprimiamo la nostra
aggressività. Credo che ci voglia molta umiltà per non sentirsi migliori dei
terroristi e avere il coraggio di accogliere queste nostre emozioni con tanta
misericordia, la stessa che dobbiamo usare continuamente nei confronti degli
altri dai quali ci sentiamo offesi o danneggiati.
Con molto realismo dobbiamo riconoscere che il cammino della pace sarà lungo, faticoso e richiederà un impegno prima di tutto personale, poi comunitario e collettivo. Un occhio attento ci fa cogliere le infinite forme di aggressività verbale, ambientale, relazionale di cui ogni giorno siamo oggetto. Solo degli occhiali di ingrandimento ingrandimento ci possono dare la coscienza di vivere in un universo morbido di microviolenza continua. La domanda che viene spontanea è: da dove cominciare? Io credo che l'obiettivo è quello di trasformare le numerose attività spirituali quali meditazioni, convegni, letture spirituali in percorsi di pacificazione che possono lentamente permeare la nostra difficile quotidianità fatta di tensioni, frammentazioni, angosce, contraddizioni. C'è da attraversare e risanare questo enorme mare di ingiustizia e di oppressione che in forme diverse caratterizza la nostra esistenza quotidiana per diventare pacificati dentro e pacificatori. Solo un mondo di uomini di pace potrà bandire qualunque forma di guerra e di violenza: "la pace è ogni passo: vivere in consapevolezza, rallentare i ritmi, godere di ogni passo e di ogni respiro" ci ricorda il monaco vietnamita Thich Nhat Hanh ed è l'augurio che faccio a me stesso e a voi nel nostro cammino verso la pace.
don Mario
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