| Sommario - Dicembre 2007 | ||
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Ospitalità è uno di quei vocaboli che rischia di cadere in disuso.
Con questo quaderno tentiamo di riproporlo nella sua ricchezza di significati.
Nella cultura contadina quando i mezzi di trasporto e di comunicazione erano
diversi, l’ospitalità era un’esigenza inerente alla vita
quotidiana. In ogni casa vi era uno spazio per l’ospite e a lui erano
riservate le cose migliori. Si pensava non solo ai bisogni essenziali dell’ospite,
quali avere un tetto, sicurezza e cibo, ma anche a rendergli gradevole la permanenza.
Oggi la gestione del tempo sempre più frettolosa ci fa sentire nostalgia
di questi incontri, in cui ci si fermava per accogliere l’amico o il forestiero,
desiderosi di conoscere ciò che lui portava sia materialmente, ma anche
notizie e fatti a noi sconosciuti, e si era felici di farlo incontrare con gli
amici più cari.
Come possiamo recuperare questa modalità di relazione facendola diventare
disponibilità ad accogliere l’altro, soprattutto nel nostro mondo
interiore, offrendogli uno spazio nel quale si possa sentire “a casa”?
Come ritrovare il piacere dell’ascolto, dell’intimità, della
scoperta di pensieri e cose nuove di cui l’altro è portatore? Pensiamo
poi all’altro asimmetrico, diverso, a tutti i cittadini stranieri che
sempre più numerosi ci arrivano “in casa”: come ospitarli
nelle nostre città e nelle nostre comunità, in modo degno e reciprocamente
arricchente? Pensate poi se utilizzassimo il termine “ospitare”
rispetto alla Vita, se avessimo la convinzione che la Vita non è un nostro
possesso, ma qualcosa da accogliere, da ascoltare, da godere e trasmettere agli
altri ogni momento in tutte le sue sfumature, da godere nella sua gratuità
e pienezza.
Il Natale con la sua ricchezza di simboli si presta a questa riflessione. Troveremo
lo spazio di silenzio per gustarci tutta la positività che il simbolo
di “un bambino” che nasce per noi, per portarci uno sguardo nuovo
sul vivere, ci invita a cogliere? È l’augurio che faccio a me e
a tutti voi, nella speranza di incontrarvi al convegno di gennaio per continuare
insieme il cammino.
don Mario
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