Sommario - Luglio 2007
 

  • Cari Amici - Mario De Maio
  • LE VOSTRE LETTERE - Per Giuseppe Alberigo - di Pier Giorgio Camaiani
  • L’ARTICOLO DI FONDO - Quale futuro per i giovani? Un "manifesto di resistenza" - di Arturo Paoli
  • IN PRIMO PIANO - Le sfide del futuro - di Guglielmo Minervini
  • DIZIONARIO - Memoria
  • PERSONE: DON MILANI - La fede di don Milani - di David Maria Turoldo
  • FATTI DI VITA - La scuola di Barbiana
  • IN PRIMO PIANO 2 - Diritto al futuro - di Renato Briganti
  • L’INTERVISTA: Miguel Benasayag - Resistere e creare
  • LETTURE - Nel cerchio delle relazioni
  • VISIONI - Le vite degli altri
  • PROGETTO MADRE TERRA - Qualcosa di ‘speciale’ - di Mario De Maio

        IL PAGINONE

Cari amici,

sono tornato dal Brasile da pochi giorni e il mio pensiero si sposta velocemente tra due dimensioni: la passione e la speranza nel futuro presente in America Latina e le passioni tristi del nostro occidente. Tento di coniugare insieme queste due esperienze. Nel nostro 'primeiro mundo', di cui l'Italia fa pienamente parte, la sensazione che viviamo è di grande difficoltà. Sul piano sociale si impone un modo di fare politica che padre Sorge nella rivista Aggiornamenti sociali ha definito 'immorale', che trova corrispondenza in larghi strati della società italiana e in un modo di sentire molto diffuso, che sta alla base del consenso che ottiene e si riassume nella 'furbizia' elevata a sistema. L'altro è considerato all'interno di uno schema di competizione economica che impronta di sé tutti gli aspetti della vita, contrapposto a uno stile di vita basato sulla giustizia, sul rispetto reciproco, la chiarezza, l'onestà nelle relazioni, l'attenzione alla fragilità e alle debolezze, la rinuncia al proprio tornaconto per il bene comune. Anche nell'area tradizionale delle nostre comunità cristiane prevale la via del ritorno all'ordine attraverso regole che danno indicazioni e prescrizioni piuttosto che ascolto, ricerca comune, attenzione all'inedito e a quanto di nuovo, di autentico e di radicale si manifesta nella vita. Lo stato d'animo che scaturisce è intriso di tristezza e impotenza. La sofferenza è tanta e ci si domanda: "cosa fare? ci sono profeti oggi che ci possono illuminare e guidare nell'attraversare questa zona di deserto e di buio? quale futuro per noi e per i giovani?". In questo quaderno abbiamo raccolto alcuni pensieri, certamente non risolutivi, che ci possono accompagnare nell'accettare e nel vivere questo periodo di incertezza, di smarrimento e di dubbio. Aggiungo due pensieri. Il primo è l'invito ad avere il coraggio di non cercare soluzioni a breve termine, ma attraversare la fatica di investire nel futuro. Avere la forza d'animo per uscire dall'attesa infantile di un leader salvatore o di un profeta che ci indichi le scelte da fare o da contrapposizioni adolescenziali con le istituzioni, convogliando le energie nel creare una rete di persone e di realtà che si scambiano le tante ricchezze presenti. Il secondo pensiero fa riferimento al Brasile e al futuro. Il nostro progetto "Madre Terra" non vuole essere l'angolo della solidarietà ma un laboratorio dove tutti insieme possiamo sperimentare la validità delle cose in cui crediamo e discutiamo. È un luogo dove si realizza una realtà utopica, dove le grandi ispirazioni del vangelo diventano la regola di vita quotidiana del lavoro e delle relazioni. I giovani brasiliani, considerati marginali, schiacciati nella sofferenza e nell'impotenza, a cui la vita non ha offerto nulla, sono la sfida per misurare nella concretezza delle strutture e delle relazioni il valore e la qualità della nostra capacità di amare e di attivare processi per semplicemente vivere e vivere in semplicità "per noi con loro". Riprenderemo presto questi temi nei nostri incontri estivi, in particolare a Trevi dove parleremo del futuro e dove vi aspetto numerosi. Intanto, buone vacanze di riposo, di relazione e di ricerca.

don Mario

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