| Sommario - Marzo 2008 | |||
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Scrivo questa lettera dal Brasile dove riflettere sul difficile vivere assume
una visuale del tutto particolare. C’è però una cosa che
tutti gli uomini hanno in comune: come rapportarsi con il senso del vivere.
Sono molte le definizioni che vengono date a questa sensazione profonda con
cui ogni uomo deve misurarsi. La più espressiva mi sembra essere quella
che parla del senso di ‘vuoto’ o di ‘buco interiore’
che ogni uomo tenta di riempire in forme diverse. Noi che viviamo nel Primo
mondo così come i giovani che abitano il Terzo mondo, tutti ci troviamo
di fronte a questo dilemma e ci inventiamo varie forme per riempirlo o coprirlo.
Ma nei momenti di verità, il nostro animo avverte il rischio di venire
assorbito dall’angoscia di sprofondare dentro quel vuoto e non uscirne
più. Le diverse scuole psicologiche indicano numerose strade paragonabili
a ringhiere o protezioni che però non sono in grado di risolvere il problema
di fondo. Con una certa difficoltà voglio spostare il piano della riflessione
e chiedere aiuto alla spiritualità. Con difficoltà perché
anche in quest’area le offerte facili e un po’ magiche sono numerose
e pericolose. I vangeli ci dicono che Gesù stesso ha attraversato questo
momento di vuoto. Credo che Lui ci abbia indicato la strada di uscita, che è
quella della fiducia, cioè della fede nell’Autore della vita il
quale, nel consegnarci la vita stessa, non ci ha abbandonati ma ci ha dato tutta
la ricchezza necessaria per poterla vivere intensamente, semplicemente e profondamente.
Un autore noto per la sua riflessione sia sul piano psicologico che spirituale,
Eugen Drewermann, ha definito il peccato come la presunzione di risolvere autonomamente
il problema del senso del vivere, facendo a meno dell’incontro autentico
con Dio Autore della vita. In realtà spesso dedichiamo la maggior parte
delle nostre energie e del nostro tempo a ricercare i più vari espedienti
a questo problema. Nel silenzio e nella profondità, con coraggio e costanza,
possiamo trovare la "salvezza" al difficile dilemma del vivere. Con
l’augurio che il periodo pasquale sia una opportunità e una ricchezza
per tutti, vi saluto cordialmente.
don Mario
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