In visita a Madre Terra: le lettere di don Mario



Carissimi,

Tutti insieme tenendoci per mano intorno al nostro presepio tropicale, fatto sulle scale della nostra chacara, abbiamo cantato "Tu scendi dalle stelle... e vieni in una grotta al freddo e al gelo..." prima di iniziare il pranzo di Natale. Inizio a raccontarvi del nostro viaggio con questo episodio perchè significativo delle contraddizioni del nostro Brasile.
Da dove cominciare?
Intanto dall'arrivo: la sorpresa di trovare la terra più bella di quella che immaginavamo e la vecchia casa molto simpatica e rimessa alla meglio dopo anni di abbandono, anche se le porte saranno prossimamente da "spolverare"... Abbiamo trovato e conviviamo con un campione di tutta la microfauna brasiliana (mosquitos, aranhas, zanzare, borrachuda) e questa mattina il risveglio alle 5 per un topolino mica tanto...ino che voleva guardare l'alba dalla nostra cucina possibilmente sgranocchiando qualcosa...
Il colore e l'affetto dei brasiliani ci hanno permesso di superare una serie di inconvenienti, dalla mancanza di acqua in casa, alle escursioni termiche tra giorno e notte.
Comunque Arturo è riuscito a riconquistare gli spazi della chácara e a ritornare in quel posto così spiritualmente significativo per lui. Tutto questo ci è servito per imparare ad attraversare la crisi... per prepararci al convegno.
Passiamo al positivo.
La prima cosa: il clima simpatico e allegro che si è creato tra noi. Abbiamo poi approfondito l'amicizia con p. Giuliano e le suore del Poliambulatorio e scoperto che Giuliano segue le nostre cose e che sarà una bella risorsa per il nostro progetto.
Il rapporto con i ragazzi diretto e amichevole è stata la cosa che ci ha dato più soddisfazione. Sono venuti qualche sera a cena, ci hanno invitato a pescare sul lago con loro, abbiamo finalmente imparato i loro nomi e ogni volta che li vediamo i sorrisi esprimono il piacere di incontrarci. Da agosto hanno fatto un lavoro eccezionale. Hanno attivato la proprietà abbandonata seminando con le mani e l'aiuto di un cavallo 115 mila piante di mandioca, che ci porterà presto la prima rendita pari a circa la metà della prima rata ( 51 mila euro) per il pagamento della terra.
Questi giorni ci sono serviti per riflettere a lungo sul senso della nostra presenza qui in Brasile ed è stato utile essere in quattro: ci ha permesso una maggiore ricchezza di opinioni. Una prima conclusione è stata che dobbiamo studiare una presenza continuativa e fattiva di Ore undici, creando oltre Ottaviano e Monte Senario il terzo polo dell'Associazione qui in Brasile.
Intanto oggi dovrebbero essere ultimate le carte per la definizione del mio ruolo di presidente di Madre Terra.
In questi giorni abbiamo imparato a sopravvivere con l'essenziale e soprattutto ci pare chiaro che tutti i nostri sforzi dovranno avere come unico obbiettivo quello di creare spazi per questi nostri giovani fratelli affinché anche l'emarginazione e la povertà attraverso il lavoro e il contatto con la terra possano diventare una opportunità di crescita umana e spirituale.



Foz do Iguaçu, 28 dicembre 2005

Carissimi,

mi dispiace non poter comunicare velocemente con voi ma qui siamo tagliati fuori dal telefono e da internet. In compenso però abbiamo sempre davanti la rilassante presenza del laghetto e il canto di mille specie di uccelli che a loro modo ci fanno compagnia. Il caldo si fa sentire, ieri è stato pesante, qualcuno dice che siamo arrivati a 46 gradi! In campagna però l'atmosfera è molto gradevole e ventilata. Il nostro ozio creativo - il caldo concilia il riposo e la sonnolenza - è spesso interrotto dagli impegni che incalzano: per esempio il rappresentante dei trattori con i preventivi e le visite alla ricerca del camion e della barca per il laghetto.
Questa mattina ho fatto visita insieme ad Arturo al vescovo. Il 28 lo andrò a prendere e visiterà le diverse attività che sosteniamo. Parla perfettamente l'italiano.
Nel contempo non trascuriamo la cultura: studiamo il portoghese, impariamo i canti brasiliani e la sera quando possibile ceniamo con i ragazzi che sono spiritosi e simpatici. Il nostro primo Natale al caldo brasiliano è passato bene. Abbiamo fatto un churrasco a Madre Terra con i ragazzi e alcuni altri amici sparsi di Arturo.
Oggi abbiamo ripreso a lavorare, anche perchè rimangono pochi giorni prima del ritorno.

d. Mario

 

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