ESTATE IN AFA

Un mese di giochi, riposo e dialogo con i bambini dei progetti

L'esperienza estiva è terminata il 31 gennaio.
Un mese di giochi, riposo e dialogo all'ombra degli alberi, gite ed escursioni,
Un mese in cui ci siamo conosciuti meglio, ciascuno ha potuto manifestarsi pienamente ed è stato accolto per quello che è, semplicemente.
Ogni venerdì è stato realizzato una gita.
Abbiamo concluso la prima settimana trascorrendo la giornata al Pesca e paghi, la seconda visitando le Cascate, la terza vivendo l'indimenticabile esperienze del Parco Acquatico (dona Celita ci ha messo a disposizione tutto l'impianto Acquamania dell'Hotel Panorama) e l'ultima visitando l'Ecomuseo di Itaipù e, invitati da Arturo alla chacara (casa di campagna), gustando un delizioso churrasco (carne alla brace) preparato da Neldo.
I nostri bambini erano felici, distesi, allegri e pacifici ad un tempo. Erano consapevoli di vivere concretamente quanto spesso appariva solo nei loro sogni.

La realtà più forte è stata l'incontro con la grandiosità delle cascate. La bellezza del loro mondo fino ad oggi negata, si è fatta loro incontro, tangibile, accessibile.
I piccoli della Morenita sono stati capaci di ascolto silenzioso. Appoggiati al parapetto hanno sostato a lungo in silenzio, prima del pranzo. Nessun educatore ha disturbato o interrotto la contemplazione della bellezza e della forza, il boato musicale non è stato intristito dalle interferenze di voci stridule e impazienti o menomato da gridini di madri che inutilmente richiamano i figli all'obbedienza. I figli della favela hanno assistito al concerto che da millenni canta ininterrottamente. La serietà del loro volto rivelava la consapevolezza di poter fruire - una volta tanto - della ricchezza goduta fino a quel momento da tanti stranieri e negata agli eredi naturali.
La gioia rumorosa dei brasiliani sa anche farsi silenzio.

Se l'esperienza delle cascate è stata vissuta all'insegna della meraviglia, quella del parco acquatico è stata la giornata della gioia, della novità dei giochi nell'acqua. Bambini che hanno sempre giocato con l'acqua trasparente che cade direttamente dal cielo durante le piogge abbondanti o quella delle pozzanghere, rossa come sangue per il colore della terra, hanno visto schiudersi davanti a loro una terra promessa che di gran lunga superava le attese: piscine per le varie età, piste dove si viaggia su macchinine salvagente, scivoli, piccoli trampolini, cascate e zampilli, sdraio e ombrelloni, asciugamani fragranti di pulito, acqua fresca per spegnere la sete… tutto questo vissuto senza fretta, senza richiami (gli educatori giocavano nell'acqua con loro), fianco a fianco con i bambini della città, assolutamente uguali a loro.
Per questo abbiamo chiamato questa giornata il passaggio del Mar Rosso. I figli della favela hanno vissuto una liberazione e conquistato la libertà e il diritto di giocare come tutti .

Abbiamo concluso l'esperienza estiva, dopo la visita all'Ecomuseo di Itaipù con un pic-nic alla chacara.
I bambini di AFA hanno invaso la chacara con allegria. I pullman di Itaipù li hanno portati fin quasi alla casa di Arturo. Arturo li aspettava: bermuda bianche, maglietta rossa e un gran cappello di paglia. Tutti, anche i più timidi gli si sono stretti intorno, lo hanno preso per mano, hanno scherzato e… non sono stati così obbedienti come durante le altre passeggiate… perché alla chacara si sentivano a casa loro. Abbiamo visto il lato positivo di questa normalità.
La gioia era di tutti e per tutti ma penso che quella di Arturo era oltre misura perché poteva accogliere quelli che gli sono più cari nel luogo che gli è più caro.

Roselda

Torna al sommario

Stampa questo articolo