| Progetto nutrizione: "Cura la salute, dai futuro a un bambino" | |
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L'insediamento alla Presidenza del Brasile di Luis Ignacio da
Silva (Lula) il 1° gennaio scorso si sta rivelando un'autentica boccata
di speranza e di cambiamento per i milioni di poveri che vivono in quello che
è uno dei paesi più ricchi di risorse del pianeta.
Tra i punti più importanti del suo programma c'è l'obiettivo "Fame
zero": Lula ha infatti dichiarato che se al termine del proprio mandato
elettorale ogni brasiliano avrà di che mangiare a colazione, pranzo e
cena potrà ritenere di aver realizzato la propria missione. Analogamente
anche la CNBB (Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani) si sta impegnando
per dare concretezza a questo progetto.
Ci auguriamo che in piccolissima misura anche il nostro impegno possa essere in sintonia con questo obiettivo e contribuire alla sua realizzazione.
Ore undici onlus propone questo progetto di sostegno a distanza per aiutare i bambini denutriti della Favela Morenita di Foz do Iguaçu. Dare un futuro significa promuovere i diversi aspetti della vita di un bambino: fisico, culturale e ludico. L'età dei bambini è compresa tra i 6 mesi e i 7 anni.
Ambulatorio
Nell'ambulatorio medico si promuove la prevenzione sanitaria. Le famiglie
ricevono suggerimenti riguardanti le norme igienico - sanitarie di base e nella
favela si continua il sostegno a domicilio.
L'ambulatorio è frequentato mensilmente da un centinaio di persone. E'
qui che si sviluppa il progetto dei bambini denutriti: gruppi di bambini ricevono
le cure e l'alimentazione adeguata fino al recupero del peso normale, mentre
le mamme apprendono le regole dell'igiene alimenare.
Ludoteca
La ludoteca è uno spazio dedicato ai bambini dagli 0 ai 5 anni, che
non frequentano scuole materne. Vi si svolgono attività ricreative e
di prevenzione. Gli obiettivi principali sono l'allontanare i bambini dalla
strada e creare attività comuni tra madri e fili.
Circa 100 bambini frequentano mensilmente la ludoteca.
Doposcuola
Circa 120 bambini trascorrono quotidianamente parte della loro giornata
nel doposcuola. Oltre ad una docia e due pasti al giorno, vengono proposte loro
attività culturali, musicali e sportive. I bambini possono così
conoscere ed esprimere i loro talenti anche attraverso manifestazioni artistiche
e piccoli concerti.
Gli operatori di AFA incontrano mensilmente le famiglie per aiutarle nell'opera
di educazione dei propri figli.
Dal Brasile: l'esperienza con i bambini
"Il
progetto dei bambini denutriti è una novità che dà risultati
e soddisfazione, oltre naturalmente a molto lavoro.
In esso sono coinvolte molte persone: una dottoressa responsabile, alcuni collaboratori
che si interessano delle piante medicinali, la cuoca e le sue aiutanti, le insegnanti
della scolinha, i genitori dei bambini. I genitori apprendono come preparare
medicine naturali, piatti completi di vitamine, proteine, ecc., il tutto con
le poche risorse disponibili che hanno. Nel tempo saranno i genitori stessi
a continuare nelle loro case quanto hanno imparato.
I bambini non vengono in AFA (l'Associazione Fraternità Alleanza) solo
per mangiare. Arrivano alle 9,30 di ogni mattina, da lunedì a venerdì,
accompagnati dalle mamme e in alcune case dai papà. I genitori si fermano
una mezz'ora a parlare con le responsabili, parlano dei loro figli, delle malattie,
dei loro problemi, ma anche dei progressi, del loro sviluppo, del loro cammino.
Alle 10 i bambini vanno in refettorio per la colazione a base di latte, multimistura,
pane e latte o pane e marmellata. Dopo inizia il tempo del gioco: sul campo
sportivo, con animazione spontanea o di gruppo; sul prato con giochi coordinati,
canti e mimi; all'interno della brinquedoteca (ludoteca) con giochi liberi,
costruzioni logico-creative, educazione ritmica e musicale, racconti di fiabe
a cui seguono disegni o rappresentazioni con burattini.
A mezzogiorno si va a tavola e alle 12,30 arrivano i genitori per accompagnare
i loro figli a casa, spesso aiutano a dar da mangiare ai bambini o a riordinare
la tavola per il pranzo dei bambini della scolinha." (da una lettera di
Roselda Massone, Foz do Iguaçu).