Ulteriore verifica del Progetto


Riflessioni del Gruppo Educatori

Dopo che Paolo e Anderson hanno scelto un altro lavoro e Adilson è stato dimesso, abbiamo voluto fare un’ulteriore verifica analitica e propositiva del cammino dei giovani, di chi continua come di chi è uscito dal Progetto.

Esperienze positive
I giovani hanno incontrato un gruppo di adulti che ha mostrato affetto, comprensione, preoccupazione per il loro futuro. Gli educatori hanno confidato in loro, apprezzando e valorizzando i loro forzi, rispettando la loro libertà e incoraggiandoli a sognare un futuro migliore.
Il lavoro remunerato, l’orario, la manutenzione degli attrezzi, la produzione di ortaggi destinata alle Case Lar, AFA e a famiglie bisognose della favela, la vendita dei prodotti, il lavoro in un ambiente calmo e sereno in cui hanno fatto un’esperienza diretta della vita della natura: sono esperienze positive che hanno rafforzato la loro volontà, la capacità organizzativa, la consapevolezza di fare qualcosa di utile per gli altri, la certezza che il lavoro produce beni tangibili, e soprattutto che un miglioramento stabile delle condizioni di vita si raggiunge con un lavoro onesto e solidale.
Tanto quelli che sono rimasti, come chi ha scelto un’altra attività – e anche questa capacità di scelta ci sembra positiva – hanno potuto crescere nell’autostima e nel rispetto degli altri. Il sogno che può realizzarsi, seppure con fatica ed impegno è un sogno che fortifica, stimola, aumenta la capacità di progettare e soprattutto dà la consapevolezza che il fratello aiutato dal fratello, come dice la Bibbia, diventa una città forte.
Crediamo che anche il breve tempo in cui Adilson è rimasto nel Progetto sia stato per lui positivo e propositivo, gli abbia mostrato che la vita personale non ha solo diritti ma anche doveri e che l’altro, qualunque esso sia, è sempre degno di rispetto.

Ivania, Valtenir, Neldo, Ilze e Roselda



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