|
Il "giornale di noi altri"
“C’è un tempo per ogni cosa: tempo per nascere e tempo per crescere,
tempo di
seminare e tempo di raccogliere….”
Nella Fondazione Nosso Lar è tempo di raccogliere i frutti dei sette anni
di lavoro con i bambini delle Case Lar. Sulla scia del rinnovamento del
periodico di Ore undici, anche i ragazzi delle Case lar hanno creato un
loro giornalino, il “Jornal da gente”.
La loro iniziativa è frutto del lavoro di gruppo condotto da Geneci e
Carlos. I ragazzi sono felici e molto motivati nel portare avanti questa
nuova espressione di vita e di comunicazione.
Scorrendo lo sguardo su queste pagine possiamo intuire il loro vissuto
spesso drammatico e pieno di sofferenze, e perciò non sono pagine leggere
e superficiali ma trattano argomenti di loro interesse, forse con informazioni
anche superiori alla loro età. Tutto questo lavoro è accompagnato dalla
loro gioia giovanile. Si nota anche il loro desiderio di coinvolgere gli
amici italiani attraverso la corrispondenza, la richiesta di collaborazione
e le critiche, e per questo chiedono di scrivere all’indirizzo e-mail
jornaldagente@hotmail.com
le loro comunicazioni, impressioni e commenti.
Diamo ora uno sguardo approfondito al giornalino.
Il lavoro partecipato si rivela attraverso il concorso che è stato
lanciato per scegliere il logotipo del giornale; tra i tanti è stato scelto
il simbolo che raffigura un globo attraversato dal titolo del giornale.
Juliano, il vincitore, spiega: ”Il mio logo vuole mostrare che il Jornal
non resta solo all’interno della nostra istituzione, ma arriva anche ai
nostri amici italiani”.
La partecipazione alle iniziative organizzate dal Comune è una
costante della Fondazione: “in giugno Foz sarà in festa! La città compie
91 anni di autonomia amministrativa”. E inoltre: “il 18 maggio i ragazzi
delle Case lar hanno partecipato alla manifestazione cittadina contro
lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti”. La comunicazione è
espressa attraverso due rubriche: Messaggi per l’Italia e Messaggi dalle
Case lar. Nella prima rubrica i bambini inviano messaggi agli zii sostenitori
o altri amici. La seconda è caratterizzata da scherzi tra operatori e
ragazzi o tra operatori e operatori.
Ci sono anche notizie su:
- La storia della Fondazione, con un’intervista a Ivania. L’intervista
si conclude così: “Se tu tornassi indietro ti impegneresti nuovamente
in questo lavoro?”; Ivania risponde: “ Rifarei tutto ciò che ho fatto,
ma sarei meno esigente” .
- La storia delle Case Lar: si comincia con la Casa Lar 3, “fondata
nel 1997 e in questi sette anni molti bambini sono passati in questa casa
e tante storie si sono alternate…”
- Le persone dell’équipe della Fondazione; per questo ogni mese
sul giornale sarà pubblicato il profilo di uno di loro. Il primo ad essere
intervistato è stato Reginaldo, l’educatore della casa della Gioventù;
ha 28 anni, è nato a Foz. Reginaldo ha vissuto per un certo periodo nel
Servim (Istituzione statale che raccoglie i bambini senza famiglia) da
dove è uscito grazie all’aiuto di Arturo Paoli; nel giornale racconta
con orgoglio la sua storia. “Chi è Reginaldo?” – “Un grande lavoratore
che non si arrende mai. Non ha paura di affrontare la realtà e le sue
sfide giorno dopo giorno, anche se in una società crudele e ingiusta.
Mi piacciono i luoghi tranquilli e tempo fa sognavo molto di trovare la
mia mamma” - “Come era prima Reginaldo?” – “ Era una persona che non pensava
agli altri… ma desiderava studiare e imparare… ha fatto piccoli furti
e ha conosciuto e provato alcuni tipi di droghe, sempre insieme ad una
banda del Servim… ha iniziato a studiare all’età di 14 anni…” - “Quali
legami hai con la fondazione?” - “E’ un legame profondo, forte e sincero…
ogni volta che ho avuto bisogno di qualcosa e ho chiesto aiuto, sono stato
appoggiato, le mie opinioni sono state rispettate e le porte sempre aperte”.
– “Quale messaggio lasci ai ragazzi della Fondazione?” – “ Che abbiano
ideali e obiettivi nella vita. Che guardino il futuro, sognino quello
che vogliono essere e lottino per questo con onestà, sincerità, umiltà
e amore”.
Altri articoli trattano l’argomento dello sfruttamento sessuale con un
linguaggio schietto: “ Si sappia che è considerato abuso sessuale ogni
violenza provocata da uno o più adulti contro un bimbo o adolescente,
dall’atto sessuale vero e proprio alle carezze erotiche… Si sappia che
in Brasile l’atto sessuale praticato su un minore di 14 anni è violenza
ed è considerato uno stupro. Poi ci sono le raccomandazioni: occorre rompere
il muro di silenzio… non si può avere paura… non accettare regali o carezze
in cambio di richieste sessuali e dillo subito alle persone di tua fiducia”.
C’è anche l’articolo di Sandra che descrive con linguaggio originale che
cos’è l’innamoramento raccomandando serietà e vigilanza.
Per chiudere c’è una pagina con diverse rubriche: Favola, curiosità, indovinelli,
compleanni, notizie, e perfino una ricetta.
Chi vuole ricevere il giornalino nella versione italiana, tradotta dall’originale
portoghese, può richiederlo in associazione via e-mail (solidarieta@oreundici.org)
o per telefono (06-39887428). Chi vuole ricevere invece la versione originale
in portoghese, può scrivere direttamente ai ragazzi delle Case Lar all’e-mail
jornaldagente@hotmail.com.
L’importante è non lasciar morire questa iniziativa, alla quale puoi partecipare
con i tuoi suggerimenti, commenti e, perché no?, incoraggiamenti.
Torna
al sommario
|