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UNA GRAN VOGLIA DI UMANITA' - di Sandro Liberatori

Il diario di viaggio di Sandro Liberatori, cooperatore internazionale esperto di Brasile e di Africa, è l’affresco delle riflessioni e delle esperienze raccolte in appena due giorni di permanenza a Madre Terra, introduzione ad un percorso di collaborazione e di amicizia che lascia promettere bene.

Sao Paulo, 23 aprile 2010
Alle 13 aereo per Foz do Iguaçu, o semplicemente Foz come dicono i brasiliani, dove ci sono le cascate più belle del mondo e Madre Terra… Che terra il Brasile! Grande, misteriosa, lontana. Poi, all'arrivo i timori svaniscono e ogni cosa diventa più facile. Poche regole e una gran voglia di rapporti umani, basta sorridere e le porte si aprono, che chiave potente è il sorriso! All’aeroporto mi aspetta una ragazza mora, alta e magra con una maglietta gialla con scritto “Madre Terra”, così dice l’e-mail. Sono curioso di conoscere Madre Terra, mi aspetto di tutto, penso che pur avendo poco i ragazzi che ci vivono hanno molta voglia di darsi da fare per costruire un futuro migliore. Questa è la vera bellezza, l'essenza della vita, quello che da noi sta lentamente scomparendo, perché l'avere ha preso il posto dell'essere. Finalmente scendiamo a Foz, sembra di atterrare su un cuscino verde tanto è fitta la vegetazione. Subito vedo, Geneci, inconfondibile. Mi porta a Madre Terra... un giro veloce per vedere il sogno di chi prima non aveva speranza.

24 aprile
Piove a dirotto, peccato, ma in compenso è fresco e poi l'acqua con la terra rossa fa un gran bell'effetto. Mi ricorda il nord della Namibia con il suo popolo ocra. Arrivano Neldo e Bladimir, prendiamo il trattore per un lungo giro in tre, ci fermiamo a vedere la canna, l’ananas, la manioca, i banani, gli agrumi e molto altro; attraversiamo la foresta, a piedi, fino al fiume: in un piccolo spazio aperto c’è una baracca, ci vive un uomo che ha appena pescato dei pesci già mezzi mangiati dai piranha. Un bambino biondo sta pescando, non sembra un bambino, forse ha già vissuto molto e ha già un po' della saggezza tipica di chi ha esperienza. Poi vedo il padre nascosto che vigila attento. Il bambino ha imparato bene a pescare, è immobile a osservare il filo che scende nell'acqua, paziente come non sarebbe mai un bambino occidentale. I nostri figli hanno tutto o quasi perché ci piace vederli contenti ma la felicità apparente diventa insaziabile e superato un limite ce n’è subito un altro e così via fino al vero limite: l'infelicità. È la cultura dell'avere, chissà se quel bambino è più felice dei nostri, forse farebbe volentieri cambio… Quello che ho visto questa mattina mi ha fatto venire qualche idea, ma voglio finire i miei due giorni per farle maturare ed essere preparato per quando parlerò con don Mario. Qui tutti gli vogliono un gran bene e questo è un bel dato di fatto.

25 aprile
La mattina presto Geneci e Reginaldo mi vengono a prendere e partiamo per un lungo giro verso l'Argentina. Alla frontiera un bel timbro sul passaporto e ci siamo... com’è diversa l’Argentina! Seria, sobria e silenziosa. Poi, altra frontiera, altro timbro sul passaporto. Siamo in Paraguay, la vera terra dei narcos, dei senza legge, la polizia c’è ma pare assente. Non c'è dogana paraguaiana, tutti possono entrare e fare... che differenza con il Brasile! Tre paesi in pochi chilometri: il più avanzato, il più tranquillo è sicuro, dove la gente è più socievole, è il Brasile. A cena siamo tutti ad eccezione di Neldo che ha la figlia in ospedale per una infezione di dengue. Viene anche Livia, la figlia di Reginaldo e Geneci, una bambina bellissima che mi fanno conoscere orgogliosi, come chi mostra il suo bene più prezioso. Parliamo del futuro di Madre Terra, vengono fuori le perplessità dei ragazzi sul futuro. Sono preoccupati per la dipendenza economica da Ore Undici e vorrebbero avere idee di sviluppo. Consiglio loro di preparare un progetto. Un buon progetto crea un percorso e dà futuro; un progetto dà un’identità e aiuta a credere nel proprio ruolo. Senza progetto non c'é futuro, solo dipendenza. Concordano. L'agriturismo, la scuola agraria sono idee piene di problemi, ma non impossibili da realizzare. E il primo passo per dimostrare che ci credono è preparare un buon progetto. Ci lasciamo la sera tardi, vado a dormire stanco, avrò poche ore per dormire.

26 aprile
Chiamo il taxi, in dieci minuti sono in aeroporto. Piove, si scatena un brutto temporale, gli aerei non partono. Finalmente, dopo due ore, l’aereo si alza dal suolo, si sale, finalmente i lampi sono in basso, siamo sopra le nuvole dove si alza un pigro sole e l'aereo si riempie di luce. A presto, Madre Terra.

(luglio 2010)

 

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