
ORE UNDICI SOLIDARIETÀ
BRASILE, UN PAESE IN CRESCITA
colloquio con Giorgio Conte
Ho chiesto a Giorgio Conte, l’amico di don Mario che svolge la funzione di consulente economico per il progetto Madre Terra, di fornirci qualche dato sullo stato dell’economia e sulle condizioni sociali del Brasile. Perché oggi che l’Italia e tutta l’Europa vivono una forte crisi economica, pensare al Brasile come al luogo della solidarietà può presentare qualche stonatura, andare incontro a qualche obiezione. In effetti Giorgio Conte lo conferma: “Quando si studiano le statistiche relative al Brasile si rimane meravigliati. Un paese enorme: quinto dopo Russia, C a n a d a , Cina e USA. Più di otto milioni di chilometri quadrati e 190 milioni di abitanti. Sesta economia mondiale con un tasso di crescita che noi poveri europei possiamo solo sognare”. E per essere più immediati aggiunge: “Quando bevete il vostro caffè zuccherato al bar, è facile che tanto il caffè, di cui il Brasile è il primo esportatore mondiale, quanto lo zucchero vengano dalle piantagioni brasiliane. E lo stesso si può dire di mais, frumento, riso, zucchero di canna e cacao”.
Poi naturalmente ci sono i problemi. “I brasiliani si stanno mangiando il futuro perché distruggono o permettono la distruzione della foresta amazzonica; l'1% dei proprietari possiede il 40% dei terreni coltivabili, organizzati in grandi proprietà fondiarie in cui si pratica per lo più l'allevamento estensivo, oppure in aziende capitalistiche dedite all'agricoltura di piantagione. Essi creano la situazione paradossale di un Paese costretto a importare alimenti, perché i latifondisti preferiscono coltivare derrate per l’esportazione”. Le conseguenze sul piano sociale sono notevoli: “Il 15,3% dei brasiliani vive sotto la linea di povertà, benché siano stati fatti sforzi enormi per ridurre il numero delle famiglie sotto questa soglia. La popolazione povera vive soprattutto nelle favelas delle grandi città e nelle regioni più povere del Brasile, il Nord e il Nord-est. Ci sono anche differenze razziali: i brasiliani di origine europea o asiatica sono più ricchi di quelli di origine africana. Un brasiliano nero guadagna, a parità di lavoro, la metà di un bianco. I neri e i meticci sono il 65% della popolazione povera”.
In questo quadro “lo Stato del Paraná (dove si trova Foz do Iguaçu) può essere paragonato alla regione Lombardia per l’Italia, è un punto di riferimento per le imprese estere che vogliono installarsi in Brasile” afferma Conte. “Il Paranà è il maggior produttore di cereali del Brasile: soia, mais, grano, mandioca. È anche il m a g g i o r e produttore di pollame e tacchini (160 milioni di capi), il terzo produttore di uova, latte e suini (4,5 milioni di capi) e un ottimo produttore di bovini (10,2 milioni di capi). Da un punto di vista economico, fare agricoltura a Foz do Iguaçu può dare ottimi risultati, come testimonia l’esperienza di Madre Terra. “Dopo diversi anni di sperimentazione, l’impresa agricola comincia ad avere basi solide e a produrre reddito. Sicché una parte degli aiuti che arrivano dall’Italia, grazie ai contributi dei sostenitori, potrà avviare il ristorante e dare lavoro ad un piccolo gruppo di donne, che sono il traino sociale e familiare in buona parte del Brasile e anche a Foz. Perché quello che vogliamo fare con Madre Terra è offrire lavoro e quindi futuro ad un gruppo di ragazzi e ragazze via via più numeroso. Non dimentichiamo che il progetto è iniziato con fratel Arturo, con l’ideale di creare una società più giusta e più fraterna. E per realizzare questo progetto ogni contesto è buono, richiede però fedeltà, costanza e fiducia”.
S. P.
(febbraio 2012) |
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